Breve storia di Eusebio Di Francesco

La nona giornata di Serie A premia il lavoro e la tenacia di Eusebio Di Francesco, allenatore del Sassuolo che sgambetta la Juventus e respira l’aria d’alta quota con i suoi 18 punti in classifica. Cosa si nasconde dietro la cavalcata del club emiliano? È proprio l’allenatore pescarese il segreto di un gruppo solido che si è presto levato di dosso l’etichetta di sorpresa per aggredire la realtà.

Tremendamente normale, silenzioso, pacato nei modi. Uno stile tutto suo, idee ambiziose nella sua testa ma pochi proclami. Il Sassuolo è da tre anni a questa parte una delle realtà più interessanti della Serie A, essendo stato in grado di  abbinare il gioco ai risultati, facendo divertire e sovvertendo pronostici banali.

L’etichetta di seguace di Zeman, non proprio il primo della classe per rigore e fase difensiva tra i banchi di Coverciano, fa storcere il naso a tanti, agli ignoranti, a chi si accontenta e fa sua al 100% la regola del “meglio non prenderle” che paralizza il calcio italiano. L’esordio sulla panchina del Sassuolo, il 26 agosto 2012, è coinciso con la “prima” di un allora sconosciuto Domenico Berardi, gioiello invidiato persino dal Barcellona di Messi e Neymar.

Si parte dal gioco, dagli interpreti e dalla loro valorizzazione. Non ci sono fenomeni, esiste il gruppo. Eusebio Di Francesco raccoglie ora i frutti di un lavoro importante, allo stesso tempo pratico (non va dimenticata l’esperienza a Lecce) e teorico. La sua anima da allenatore trova una affinità a Sassuolo, scoperto dall’ex dg Bonato. Diventa grande partendo “piccolo” insieme alla sua provinciale. “Si può pensare in grande anche se non lotti per lo scudetto”. La forza delle idee, una buona dose di incoscienza e una società di alto livello sono gli ingredienti della ricetta Di Francesco, colui in grado di battere la Juventus campione d’Italia ed uscire senza punti da San Siro solo per colpa degli episodi.

Una piccola diventata grande, cresciuta esponenzialmente assieme al suo allenatore, vero cardine di un programma non solo calcistico, ma anche estetico e di stile. Semplicità, organizzazione e spettacolo: tanto lavoro, costanza e piedi per terra. Il segreto? Rimanere se stessi e credere ogni giorno nelle piccole cose. Tutte insieme, col tempo, sono destinate a diventare grandi. Come questo Sassuolo, a 3 punti dalla Roma capolista.

Riccardo Amato  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *