Il Liverpool è davvero troppo per l’Inter?

INGIOCABILE?

Una definizione richiamata dallo stesso Simone Inzaghi guardando il sorteggio. Il Liverpool, insieme a City, Bayern e Real è tra le regine della Champions League. Quelle squadre che per blasone, tradizione, forza economica e campioni in campo fanno paura a tutti. L’Inter vale circa 300 milioni in meno dei Reds (dati Transfermarkt). Il calcio però spesso sfugge ai pronostici, come dimostrato dall’Atalanta due anni fa nel duello contro il PSG.

LA LEZIONE DEL MILAN

Proiettarsi a Inter-Liverpool significa anche allargare il discorso al calcio italiano. Il Milan eliminato prematuramente ai gironi è la nostra Cenerentola. In questa edizione non è andata oltre un quarto posto alle spalle dei Reds, del Porto e dell’Atletico Madrid. Nel doppio confronto con gli uomini di Klopp però qualche segnale positivo c’è stato. Qualche sbavatura di troppo da entrambe le parti ha autorizzato una partita più viva che mai. Continui ribaltamenti di fronte e tante occasioni da una parte e dall’altra. Ciò che conta però è arrivare davanti al novantesimo.

IL GIOCO

Il tasto sul quale dovrà battere l’Inter. Non tanto pensando di giocare meglio dell’avversario, piuttosto provando a toccare vette inesplorate. I nerazzurri giocano un calcio totale, spettacolare e divertente. Rendere ancora più efficace la produzione offensiva è la mission. Un dato che in Europa conta molto e diventa determinante contro compagini votate all’attacco e che non ti danno respiro. Possibile immaginare a questo ottavo di Champions come a un match con tanti gol. Una gara ricca di spettacolo ed emozioni. Una prova per nervi e autocontrollo.

LA MENTALITÀ (E LA TESTA LIBERA)

La mentalità vincente la acquisisci col tempo a suon di vittorie. L’Inter gioca con lo scudetto cucito sul petto, i Reds possono vantare il fresco successo europeo del 2019. È chiaro che l’abitudine ai grandi palcoscenici e alle partite da dentro o fuori sia tutta a favore degli inglesi. Il campionato inglese è come una corsa ad alta quota se paragonato ai ritmi della Serie A. L’entusiasmo e la voglia di stupire degli uomini di Inzaghi non sono fattori da sottovalutare, soprattutto se verrà confermata a febbraio la supremazia entro i confini nazionali.

KLOPP vs INZAGHI

Che dire di questi due maestri della panchina? Difficili da paragonare in quanto diversi. Ciò che li accomuna è il sentimento che li anima durante i 90 minuti. Entrambi passionali, motivatori, sintonizzati sulle frequenze dei propri calciatori. Per Klopp il calcio è rock, per Inzaghi un blues con grandi colpi da solista. La band che suonerà la melodia più orecchiabile avrà le migliori chance di passaggio del turno. Occhio ai solisti. I tre là davanti (Salah, Mané e Firmino) terrorizzerebbero chiunque. L’Inter avrà bisogno del Dzeko più freddo possibile e di un Lautaro Martinez con la grinta giusta. Una gara che aspettiamo con trepidazione e che non vediamo l’ora di vivere.

Riccardo Amato

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