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Can you speech?

The world of the TV has suddenly changed its features. The Social Media Revolution is the true and new reality. What about the speech? Can you talk about a topic before an audience?
In the journalism the verb speech means read an article before a camera, using a microphone. It could seem easy but it is not. You have to give rythm, speed and form to your words. Read a text includes many aspects and factors that the audience sense. If you got an article it represents your baggage of knowledge, data and sensations.
Every journalist has his style, your personality is the light in the darkness, your language the strength. In my opinion the main ability is the taste for the good language. Express yourself and your ideas in the more creative way is beautiful. Before a camera nobody cares poetry, being concrete is a must.
Don’t be afraid, let’s try again and again…your speech will sound better…
STEFANO BORGHI AND THE ART OF THE PLAY-BY-PLAY
When you are watching a soccer match it’s easy to imagine your role as main observer. Stefano Borghi is one of the best soccer commentators in Italy. His personal experience, the statistics and his sensations represent some of the tools of his work. Often the feeling of the moment wins the logical data. Comment a match sounds like something personal and special, without talent and attitude your vision is flat, the audience become bored. Stefano summarizes football data and fantastic nicknames. The Argentine football league system has another actor.
Riccardo Amato – dall’archivio

Skriniar ha scelto

Personalmente condivido il messaggio della Curva Nord sul caso Skriniar. Troppo facile giudicare dall’esterno. Il calciatore darà il meglio fino a giugno. Una cosa è certa: prima di ogni singolo c’è il club.
Il calciatore ha optato per un futuro all’ombra della Tour Eiffel (a chi non piacerebbe?). Le dinamiche del mercato a volte possono rivelarsi contorte. Resta il rammarico per un altro campione che lascerà il nostro campionato nel pieno della maturità calcistica.
A Dazn Walter Sabatini ha svelato un retroscena sul numero 37. Ai tempi di Luciano Spalletti in panchina, il ds era scettico sull’acquisto dell’allora difensore della Sampdoria. Fu proprio l’attuale tecnico del Napoli ad insistere. Il resto è storia. Da calciatore grezzo e tendente al fallo, lo Skrigno interista ha saputo adattarsi a un contesto estremamente competitivo. Da Conte a Inzaghi l’obiettivo della vittoria è sempre rimasto bene in vista.
Non sarà facile per l’Inter trovare un degno sostituto ma le idee non possono mancare. La prossima sessione di calciomercato sarà ricca di operazioni soprattutto in uscita. I tifosi sperano in un restyling che possa consentire al club di ottenere altri successi. Ora che la semifinale di Coppa Italia si avvicina, sarebbe un peccato perdere quel sapore in bocca.
Riccardo Amato

Salviamo la carta stampata

Il direttore del Quotidiano Sportivo Enzo Bucchioni è consapevole delle difficoltà italiane nel mondo della comunicazione ma non si arrende. I nuovi mezzi tecnologici possono anche essere considerati diversamente, devono trasformarsi in risorse.
“Il mondo della carta stampata è stato prosciugato dalla crisi”. Le premesse non sono certo esaltanti per chi volesse entrare in una qualsiasi redazione. Esistono margini per ripartire e migliorare le condizioni attuali? Certamente sì: “Dal 1982 (passaggio dal piombo al pc, ndr) in poi il giornalista ha dovuto fare i conti con un cambiamento tecnologico. L’informazione sotto forma di carta stampata pare avere meno appeal adesso ma non ci sarà un’estinzione. In USA i giornali vendono molto…”. Perché non sperare in un futuro migliore?
La realtà descritta dal direttore Bucchioni è nota a molti, forse non a tutti. La Nazione, Il resto del Carlino e Il Giorno rappresentano una squadra vincente, con vendite giornaliere inferiori soltanto a quotidiani come Repubblica e Corriere della Sera. Nonostante il QS non abbia la versione cartacea, tutte le abitudini tipiche di una redazione trovano spazio e confronto ogni giorno.
“La giornata è scandita da alcuni impegni fissi: in mattinata, tramite video conferenza, la redazione analizza il prodotto appena uscito in edicola, interrogandosi sul possibile interesse suscitato nel lettore. Nel corso del pomeriggio si sintetizza il lavoro svolto in mattinata, avvalendosi del sostegno delle agenzie (ANSA in primis) per arricchire i contenuti che troveranno i lettori nelle edizioni successive. Il briefing delle 19 può essere sfruttato per imprevisti o ultim’ora. In tarda serata si conclude il tutto”. Il flusso costante di informazioni e notizie è regolato da 3 canali: giornalisti, agenzie e siti Internet. Ma quale sarà il futuro della carta stampata? “Sopravviverà se ognuno di noi riuscirà a creare immagini permanenti, descrivendo una realtà colma di particolari”.
Riccardo Amato – dall’archivio maggio 2013

Vorrei ma non posso

Il trend di questo calciomercato per le squadre italiane è rimasto lo stesso delle ultime stagioni. Questa volta però è andata anche peggio.
Soldi non ce ne sono e bisogna “fare di necessità virtù”. La cosa che mi rattrista è che sembra sia tutto fermo anche per giugno. O forse no. Milan Skriniar resterà all’Inter e i tifosi lo aspettano a San Siro per fischiarlo. L’Inter teme l’arrivo della mostra finestra di calciomercato come quel vento gelido che non ti aspetti. Partirà un big, non è vero?
Nicolò Zaniolo si sarebbe anche convinto dell’opportunità Bournemouth ma con un pizzico di ritardo. Troppo tardi. Meglio scappare a La Spezia e immaginare giorni migliori. Il calciomercato delle opportunità a volte può anche farti compiere dei clamorosi passi indietro.
L’Everton sogna Beto dell’Udinese e, secondo TMW, avrebbe formulato ai friulani un’offerta da oltre 25 milioni di euro! Insomma siamo terra di conquista e dove non potremo arrivare con il denaro dovremo metterci intuito e idee.
La missione dei direttori sportivi della nostra amata Serie A si fa sempre più dura. La lotta alla competitività (attraverso la sostenibilità) è già iniziata. Nessuna spesa folle in questo calciomercato invernale, con la speranza che il sole d’estate possa portare con sé grandi novità.
Riccardo Amato

L’Inter può fare a meno di Brozovic?

Ci sarebbero proprio tutte le big su Marcelo Brozovic e ci mancherebbe altro. L’Inter può fare a meno del suo metronomo? Le oltre 300 presenze in nerazzurro indicano lo status di un giocatore imprescindibile, trasformato regista da Luciano Spalletti e in ogni caso testimone di una squadra che ha affrontato la tempesta prima di tornare a vedere le stelle.

Con Simone Inzaghi in panchina il calciatore ha dovuto vivere una nuova fase della carriera a causa di qualche infortunio di troppo e alla crescita di Hakan Calhanoglu nella stessa mattonella di campo.

Le qualità dell’ex Milan, unite alla possibile crescita di Asllani, arrivato dall’Empoli proprio con l’idea di raccogliere l’eredità di Brozo, sono fattori che fanno pendere la bilancia in maniera decisiva. I tifosi tuttavia nutrono grande affetto verso il calciatore croato, protagonista anche fuori dal campo e messo sul mercato più dai media che dalla società.

Ma un futuro diverso è possibile, l’Inter ci sta pensando. Cedere Brozovic per una cifra idonea (diciamo 30 milioni) consentirebbe al presidente Zhang e alla dirigenza di tirare il fiato e dare continuità alle scelte di mercato della scorsa estate. Semmai l’equivoco sarebbe di natura tattica.

L’erede designato Kristjan Asllani non è stato quasi mai schierato titolare dal tecnico interista, con le opzioni Calhanoglu e Gagliardini invece sempre pronte all’uso. Dal mio punto di vista un maggiore minutaggio per l’albanese darebbe consistenza a una strategia in campo che riflette le esigenze della società. Abbassare l’età media e il monte ingaggi, proiettando il club in una nuova era di successi sostenibili.

Dobbiamo tutti compiere uno sforzo e immaginare la nostra squadra del cuore come un’azienda nella quale fuori dal campo si segnano gol altrettanto importanti per un’altra classifica. In quest’ottica, oltre a Skriniar, non mi meraviglierei di un clamoroso dietrofront per Romelu Lukaku. Un’Inter senza i big è possibile, a patto che le idee siano sempre vincenti e gli eventuali sostituti all’altezza.

Riccardo Amato

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I segreti di Napoli

Per Luciano Spalletti lo scudetto è un’occasione irripetibile e una città intera sogna un trionfo che manca da troppo tempo.

Al giro di boa di questa Serie A 2022/23 deludono le milanesi e non si escludono sorprese nella lotta all’Europa.

Il calciomercato: Osimhen ha attirato le attenzioni di almeno due top club inglesi. Cosa risponderà De Laurentiis?

L’Inter ripartirà da Inzaghi e Lukaku?

La Juventus: il mistero sulle intercettazioni si infittisce.

Per rispondere a queste domande ho invitato sulla mia pagina Facebook Marco Di Nardo, giornalista molto attento alle vicende di casa Napoli e non solo.

Ti aspetto per commentare insieme tutte le ultime novità!

Riccardo Amato

Il Milan non c’è più

Milano delude e si ferma, il Napoli ringrazia, la Lazio spera. La serata dell’Olimpico di Roma rispedisce al mittente ogni velleità scudetto. Il Milan non c’è più. Altro che scudetto.

Quattro gol, nervosismo e infortuni. Di fronte a Pioli, un gruppo coeso capace di giocare un calcio spettacolare anche senza il suo leader Ciro Immobile.

Fantasia al potere, idee chiare e velocità. Il Milan sbanda e dopo 4 minuti tutto si complica. Zaccagni fa venire il mal di testa a Dest, Felipe Anderson si conferma l’arma più affilata di un gruppo che sogna la Champions.

Avete visto? In Italia si può fare calcio e competere ad alti livelli anche senza spese folli, grazie alle idee di un tecnico che dal punto di vista tattico non ha nulla in meno di colleghi più sponsorizzati.

Romagnoli e compagni confermano una solidità difensiva tipica delle big e affondano tra le incertezze rossonere. Leao e Giroud non la vedono mai e i cambi del secondo tempo sono più mosse dettate dalla disperazione.

Maldini a fine partita parlerà di un Milan che ha perso il fuoco dentro e che non potrà fare follie sul mercato. E allora il dubbio sorge spontaneo: il campo sta certificando l’instabilità del momento? Inter e Milan, in proporzioni diverse, non riescono a mettere la polvere sotto il tappeto.

Il Napoli ringrazia e si prepara ad affrontare un girone di ritorno senza troppi patemi. D’ora in poi Spalletti potrà permettersi il lusso di gestire un vantaggio cospicuo. Milano resta al palo.

Riccardo Amato

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Inter, quando diventi grande?

Non ce la prenderemo con il povero Bellanova né avanzeremo una tesi a favore di Asllani. L’Inter ieri sera non ci è piaciuta. Punto. E menomale che bisognava festeggiare il trionfo in Supercoppa.

Proprio come a Monza, l’Inter crea e poi distrugge. Grande con i grandi, piccola contro le piccole. Con tutto il rispetto per un Empoli che gioca bene a calcio e sfoggia i talenti di domani.

La serata disordinata dell’Inter inizia con il rosso a Skriniar. Una ingenuità figlia delle voci di mercato? Può darsi.

I nerazzurri hanno dei problemi che vanno oltre i singoli. Mancano continuità e carattere, ingredienti essenziali per tenere il passo di un Napoli che viaggia oltre i limiti di velocità. E invece cosa è successo?

Simone Inzaghi ha delle responsabilità e altrettanti meriti. Ciò che emerge però dalle prestazioni di Lautaro e compagni è una preoccupante fragilità difensiva. Concedere un gol a partita è una tassa che dà fastidio e complica i piani verso giorni migliori.

La morale di questa fredda fine di gennaio è presto detta. Inzaghi può mettere nel mirino la Coppa Italia (attenzione però a questa Atalanta) e sperare in una serata prestigiosa in Champions contro il Porto.

Lo step per diventare grandi è stato rimandato un’altra volta. Problemi di testa? Mercato nemico più che moltiplicatore di talento e occasioni? La stagione interista ha già preso una piega che in pochi si sarebbero aspettati.

Riccardo Amato

Skriniar divide i tifosi dell’Inter

Il capitano all’ultimo ballo a San Siro? Il tifo si spacca in due.

I tifosi dell’Inter non si aspettavano un epilogo simile ma Milan Skriniar è davvero a un passo dal lasciare Milano e i colori nerazzurri. “Colpa” del Fair Play Finanziario e di legittime ambizioni di ogni professionista.

Ciò che però non può andare giù ai tifosi della Beneamata è il modo con cui lo slovacco sta preparando questo lungo addio. Che sia gennaio o giugno poco importa e le parole del tecnico del PSG Galtier suonano come qualcosa di più di un’ammissione.

Questa sera a San Siro sono previsti fischi per colui che avrebbe voluto diventare una bandiera. E invece cosa è cambiato? Soltanto colpa dei soldi? Alla società Inter si può senza dubbio contestare la gestione della vicenda, con quel tira e molla della scorsa estate che non ha portato nessun beneficio alle parti in causa.

I nerazzurri sono già al lavoro per il futuro, guardando un reparto che potrebbe davvero subire una rivoluzione. Anche De Vrij e D’Ambrosio sono in bilico e per Acerbi nessuno ha parlato di prospettive future. Come sempre viene prima l’Inter. I nomi passano, il club resta. L’ex presidente Massimo Moratti intanto la vede così: “Skriniar non è Samuel: si può sostituire”.

Riccardo Amato

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Colpa di Alfredo

Nel corso del “Workshop Sport live in Giornalismo Sportivo” è intervenuto l’esperto di mercato Alfredo Pedullà, vero faro nel mare delle trattative. Poche le notizie, tanti gli spunti. Con un messaggio importante.
“Nel mestiere del giornalista è importante arrivare primi ma con voi stessi sulla notizia”. La storia di Alfredo è iniziata con alcune difficoltà che sono servite a comprendere quali siano i valori, quali i rapporti in un mondo assai complicato.
Nato a Reggio Calabria, figlio di un giornalista, debutta in radio a soli 15 anni. In quegli anni capisce cosa farà da grande e 22enne approccia il calciomercato, la passione di milioni di tifosi sparsi per tutta la penisola. La notizia è la sua amante, al relax estivo tipico della vacanza antepone la sbirciatina sull’Ipad.
Professionalità, competenza e una regola fondamentale: “Controllare la notizia”. Il mondo del calcio è un mare popolato da squali e da pesci piccoli piccoli. Guadagnarsi il rispetto della gente che ti sta attorno non è semplice, richiede tempo, la velocità e la pressione sono grandezze da considerare anche nel giornalismo. Il rispetto e la lealtà contano più di uno scoop televisivo, la semplicità e la genuinità fanno il resto. Alfredo Pedullà è un esempio da seguire. Colpa sua se alle 23 ci sintonizziamo su “Calcio e Mercato” per coprire il rumore dei grilli e delle cicale.
Riccardo Amato
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