La mia storia d’amore

One heart, un cuore. Ragione o sentimento? Non c’è da scegliere, bisogna assecondare quella voce dentro di sé, cavalcare quel brivido fino alla meta. Che sia una vittoria o semplicemente un passo in avanti, ciò che conta è cosa ci mettiamo dentro e COME lo viviamo.

Nel mio caso, quello di un aspirante allenatore di calcio, è stato semplice trovare quel fuoco dentro. Quella passione che ti divora e che trascina. Che ti fa emozionare, che ti fa superare i tuoi limiti. Chiunque abbia vissuto un momento di grande tensione emotiva in campo e non solo, sa di cosa sto parlando. Dalla gioia all’esasperazione, ciò che conta è il momento.

Non mi sono mai sentito così completo e appagato come su un campo da calcio. Quello è il mio posto, per me, per quel desiderio e per i miei ragazzi. Uno scambio continuo di gesti, insegnamenti e comportamenti nettamente più importanti di qualsiasi questione tecnico-tattica. Ho intrapreso questo percorso innanzitutto per testare le mie abilità. “Se i ragazzi mi seguiranno – pensavo – avrò svolto bene la mia missione e saremo pronti a diventare grandi“. Con i più piccoli ho sentito la responsabilità di accompagnarli lungo il sentiero della vita. Sette anni dopo una storia si è interrotta e mille altre ancora ci ricorderanno chi siamo e perché abbiamo scelto proprio il calcio.

Ognuno di noi dovrebbe seguire quella passione e andare avanti, cercando vette sempre più alte, sfide più complicate per mettersi alla prova. Ambiziosi prima e vincenti poi, perché coerenti con se stessi. Io il mio obiettivo l’ho raggiunto, e voi? Non abbiate paura di scendere in campo, la vita è una sfida.

Riccardo Amato

Il segreto del Milan che vinse nel mondo

Il documentario di Dazn ripercorre un pezzo di storia rossonera che fa bene al calcio italiano.

Un gruppo di amici e i loro ricordi

Maldini, Ambrosini, Nesta, Gattuso, Inzaghi e Pirlo si ritrovano nel loro salotto preferito: lo stadio San Siro a Milano. Una musica di sottofondo e la voglia di accarezzare dolci ricordi. Il sapore della vittoria, a distanza di anni, è sempre lo stesso. Il suo corpo e gusto migliorano come un buon vino.

Uomini straordinari

Il tempo e quindi la storia hanno permesso a questi atleti di diventare leggende, simboli di un calcio che non esiste più. Certi valori presenti nello spogliatoio di una grande squadra come strumenti imprescindibili nella corsa al successo. Il peso della responsabilità e l’impegno profuso in ogni singolo allenamento per trasformare abitudini normali in gesta straordinarie.

La calma apparente di Carlo Ancelotti e il segreto della semplicità

Il caos calmo di un tecnico che ha da sempre avuto un feeling speciale con i suoi giocatori e col successo. Chi meglio di Carlo Ancelotti ci può spiegare l’avvicinamento alla vittoria? La gestione dei momenti di crisi o di esaltazione, la componente umana che si sta riscoprendo sempre di più anche nello sport. Un calcio che rispecchia il piacere di stare insieme.

Il talento

Quando il formidabile trequartista lusitano Rui Costa decise di partire perché Kakà era più forte di lui o quando il meno abile ha indicato la strada al giovane dai colpi migliori. Il talento è presto diventato un dono al servizio del collettivo. L’estensione sul campo di una ferrea volontà: diventare il club più titolato al mondo. Anche le amichevoli andavano vinte e se non succedeva, ai piani alti qualcuno sobbalzava dalla sedia.

L’abitudine alla vittoria

In campo scendono sempre i giocatori ma è spesso il contesto a fare la differenza. Un club vince prima di tutto fuori dal campo. Il Milan dei primi anni 2000 era già una società all’avanguardia, attenta a soddisfare ogni piccola esigenza di staff e calciatori, pronta a fornire immediate risposte nei momenti di difficoltà.

Le crisi

Sembra assurdo persino pensarlo ma spesso i grandi successi potevano trasformarsi in un nulla di fatto. Le più grandi imprese sono nate per caso o grazie a eventi fortunati. La dinastia Maldini, ad esempio, ha conosciuto più volte la parola sconfitta; Carlo Ancelotti è stato messo in discussione più volte nell’arco di una carriera da maestro della panchina; Pippo Inzaghi è stato spesso scelto per istinto e si è rivelato sempre decisivo.

Esistono diversi fattori che conducono alla vittoria ma il segreto è un altro ed è figlio di un calcio che non esiste più. “Stavamo bene insieme”. Il gruppo più del singolo, l’esempio prima del risultato personale. Il sacrificio come collante tra il “Sarebbe potuto accadere” e il “Siamo stati straordinari”. Quel Milan di campioni ha portato in alto il nome del calcio italiano, ricordandoci ancora una volta quanto sia importante restare fedeli al proprio credo.

Riccardo Amato

Emozione infinita

Quante persone sono riuscite nel corso della propria vita a realizzare un sogno?

Parlando del mondo del calcio la missione sembra ancora più difficile. Tra i pochi privilegiati sicuramente questa sorte è toccata ad Adriano Galliani.

L’uomo che insieme ad Ariedo Braida e Silvio Berlusconi ha contribuito a creare il grande Milan che ha vinto tutto in Italia e in Europa ora si gode la sua “Champions”, la Serie A raggiunta con il Monza.

Esiste emozione più grande? Partire da ragazzino come “infiltrato” sul pullman dei brianzoli per ritrovarsi anni dopo a San Siro contro il suo glorioso passato in veste di dirigente.

La data del 22 ottobre resterà per sempre indelebile nella mente del Condor. Milan-Monza a San Siro e un fiume di pensieri ed emozioni che nessuno potrà mai conoscere davvero.

E poi il mercato, i famosi “giorni del Condor”, quando “puoi prendere quei calciatori che a inizio mercato sembrano irraggiungibili”. Quella passione, non tanto nascosta per Marco Van Basten. “Quando lo vedo mi inginocchio ancora e lui ride”.

Per noi comuni mortali sembra tutto pazzesco, perfetto. Per il diretto interessato è difficile fare un bilancio di una vita mossa sempre e comunque da una grande passione. Un’emozione infinita.

Riccardo Amato

Fonte: Dazn

Il Blog di Riccardo Amato è anche su Facebook! Segui la pagina ed entra nel gruppo per condividere insieme questa grande passione.

Chi è e cosa fa Lorenzo Casini

Il viaggio di Dazn insieme al Presidente della Lega di Serie A Lorenzo Casini.

Che cosa fa la Lega di Serie A? Organizzare i campionati (calendario e partite) e commercializzare i diritti tv. Tutto chiaro o ancora qualcosa che sfugge a noi tifosi? Il Presidente della Lega di Serie A Lorenzo Casini ci spiega cosa succede nelle segrete stanze del calcio italiano.

What happened to Serie A, come direbbe Steven George Mandis, autore dell’omonimo libro? Dagli anni ’90 ad oggi tutto è cambiato. Siamo sicuramente meno belli (e ricchi). La domanda della giornalista Giorgia Rossi apre il dibattito.

Gli investimenti per la continuità (e quindi il futuro) o per mantenere i giocatori migliori? Da questa scelta, a posteriori poco lungimirante, siamo arrivati al calcio di oggi. Molto più veloce e distaccato. Sicuramente più orientato al business.

Le priorità si chiamano stadi, infrastrutture e vivai. I modelli Bundesliga e Premier League al momento sono lontanissimi dai nostri pensieri. Le perdite (riferite alla passata stagione) per 1 miliardo di euro non possono essere soltanto attribuite al Covid. Il problema dei salari (circa l’80% dei fatturati) e le spese “obbligatorie” le vie da correggere per un calcio sostenibile.

Può cambiare qualcosa nell’immediato nelle relAZIONI con il Governo? Il Ministero dello Sport rappresentato da Andrea Abodi (definito dal Presidente Casini “l’uomo giusto al posto giusto” anche grazie alla sua esperienza al Credito Sportivo) e una visione che dovrà diventare sempre più concreta le certezze della Lega e del movimento.

Euro 2032 come punto di arrivo e di partenza. Per festeggiare un traguardo importante e per entrare finalmente in una nuova era. A Villetta Ruggeri a Roma, nuova sede rappresentativa della Lega di Serie A, non dovranno nascere soltanto le idee ma suggerimenti concreti.

Chi ama il calcio aspetta con trepidazione questo nuovo battesimo. Lo sport come risorsa sociale oltre che economica, primo ponte per un Paese che guarda con ottimismo un futuro migliore.

Riccardo Amato

 

Il Blog di Riccardo Amato è su Facebook

Unisciti al gruppo per commentare insieme i miei articoli

Perché un blog?

E perché no? Verrebbe quasi da dire. Scrivere su un blog per me è da sempre il modo più veloce e allo stesso tempo intimo per dare forma ai miei pensieri sul calcio. La mia squadra del cuore ma non solo, un sistema complesso e mille partite da giocare e vincere prima di tutto nella mente.

Riuscirà il Napoli ad arrivare fino in fondo senza farsi condizionare da aspetti extra campo? Che ne sarà di Milan, Inter e Juventus, rigorosamente in ordine di classifica (quella 2021/22)? Quali saranno i calciatori che ci sorprenderanno?

Scrivere su un blog significa ispirare prima ancora di informare e comunicare. Non dover sottostare ad alcuna linea editoriale e sentirsi liberi nell’esprimere la propria opinione. Nasce così uno spazio virtuale in cui riunirsi, una “piazza digitale” aperta a tutti gli amanti del confronto oltre che dello sport più bello del mondo.

C’è ancora tanto da fare, soprattutto al di fuori del rettangolo verde.

Io ci sono e voi?

Al prossimo articolo!

Riccardo Amato

 

Il Blog di Riccardo Amato è su Facebook: entra nel gruppo! 

Riflessioni sparse sulla Juventus

Giunti alla pausa per i Mondiali in Qatar, a bocce ferme, possiamo davvero porci alcune domande sulla prima parte di stagione della Juventus. Partiamo dalla fine, con quel 3-0 contro la Lazio che certifica una rimonta impensabile fino a qualche settimana fa.

Un voto a questa prima parte di stagione della Juventus

Pesa eccome l’eliminazione dalla Champions League ma l’Europa minore può comunque essere un’opportunità. La rosa della Juventus è di primissimo piano.

La provocazione di Tardelli: “E se fosse Allegri l’anti Spalletti?”

Una tesi sostenuta anche dai numeri. La ritrovata solidità difensiva dei bianconeri autorizza un sano ottimismo. Semmai il vero assente finora è stato il gioco ma le squadre di Allegri spiccano per praticità più che estetica.

La Juventus può davvero credere allo scudetto?

La domanda delle domande. Un interrogativo reso ancora più interessante dai segnali di ripresa di Milan e Inter. Tutti ci aspettiamo una seconda parte di stagione più aperta che mai, Napoli permettendo.

Quando l’Inter vede bianconero va spesso in confusione

E proprio la vittoria dello Stadium è stato il manifesto della rinascita bianconera. Dai protagonisti in campo fino ai giovani. Sarà interessante capire se la società sosterrà le idee del tecnico anche se la tentazione di un Conte bis potrebbe alla fine vincere sui propositi di continuità.

Infine un dato di fatto: la Juventus è uscita da un momento di crisi anche grazie ai suoi giovani. Si potrà parlare di progetto una volta che verrà accantonata l’idea di un instant team per vedere sbocciare i vari Fagioli e Miretti. Un mix di gioventù ed esperienza per riprovarci anche in Europa.

Riccardo Amato

 

Pagina Facebook Il Blog di Riccardo Amato 

10 domande sull’Inter

Direttamente dalla mia pagina Facebook ecco 10 spunti sull’Inter, questa prima parte di stagione e un futuro che avrà la stessa colonna sonora della Champions League.

28 ottobre 2022 – Steven Zhang: “Vinceremo, in campo e fuori. Rinnovo Skriniar? Sono fiducioso”

L’assemblea dei soci si chiude ufficialmente con le parole del numero uno interista. La notizia è che Suning per il momento non vende. Il progetto va avanti.

30 ottobre 2022 – L’Inter ha ritrovato gioco ed entusiasmo. Domenica c’è la Juve!

I nerazzurri si avvicinano al big match con ritrovato entusiasmo. Basterà per superare gli uomini di Allegri allo Stadium?

2 novembre 2022 – Chi vorreste incontrare agli ottavi di Champions?

In tanti avete scritto Tottenham (chissà come mai). L’urna è stata benevola sulla carta. Simone Inzaghi affronterà l’ex compagno di squadra Sergio Conceição.

3 novembre 2022 – Javier Zanetti su Skriniar: “Parla poco e dimostra tanto. Spero resti a lungo con noi”

I tifosi chiamano a gran voce il rinnovo del loro beniamino, a maggior ragione dopo averlo visto lottare con la fascia da capitano al braccio.

5 novembre 2022 – Week end scudetto: vi aspettate qualche sorpresa?

La sorpresa è arrivata. La caduta (inaspettata) di Lautaro e compagni a dispetto di una Juventus normale.

6 novembre 2022 – La peggiore Inter della stagione perde contro una Juve normale.

Gli uomini di Allegri realizzano la rimonta perfetta e puntano le primissime posizioni della classifica.

7 novembre 2022 – Inter numeri horror: 5 sconfitte su 13 e peggiore difesa in trasferta.

I numeri della banda Inzaghi spingono la società a valutazioni diverse dall’obiettivo scudetto. Anche il tecnico è in bilico.

9 novembre 2022 – Inter, senza Champions perdi 40 milioni!

Lo scenario più tragico possibile. Non centrare l’obiettivo minimo sarebbe un danno economico e di immagine assai rilevante.

11 novembre 2022 – Entro la fine del mese il rinnovo di Skriniar

Cresce l’ottimismo in casa Inter e dalla Francia sembrano convinti della definitiva uscita di scena del PSG.

14 novembre 2022 – Diamo un voto a questa prima parte di stagione dell’Inter!

La mia personalissima pagella. L’Inter in campionato è da 5.5 (troppe le sconfitte nei match più sentiti da club e tifoseria). Molto bene in Champions: se elimini il Barcellona meriti un 8 bello tondo.

Riccardo Amato

 

Pagina Facebook Il Blog di Riccardo Amato

Questo calcio non ci piace

“Questo calcio non mi piace, mi voglio levare dai cog***ni molto velocemente. La sosta? La vedo come un insulto al calcio. Se qualcuno mi spiega cosa il movimento qatariota possa dare al calcio, esclusi i soldi al Manchester City e PSG, posso cambiare idea”. Parole di Maurizio Sarri, uno che i calendari e il sistema non li ha mai digeriti fino in fondo.

E come non prestare attenzione alle parole del tecnico biancoceleste, anche se in realtà ci sono milioni di motivi per continuare a far parte dello spettacolo. The show must go on, cantavano i Queen e in effetti un po’ tutti abbiamo accettato questa interruzione inopportuna chiamata Qatar 2022.

Questo calcio non ci piace ma continuiamo a seguirlo. O forse no. Confrontare i dati di ascolto degli ultimi campionati, dopo l’arrivo della generazione Dazn e la querelle diritti TV, sarebbe molto più interessante di un qualsiasi Qatar-Ecuador (con tutto il rispetto). La questione arbitrale ha fatto il resto. Questa pausa potrebbe essere sfruttata per tenere ciò che c’è di buono dall’ultima polemica. Giocare meno ma ripensare il modello di business sembra già un ottimo punto di partenza.

Non lo dobbiamo a noi stessi ma soprattutto alle nuove generazioni. Il rischio abbandono è concreto. Meglio non sottovalutare l’ultimo disperato grido d’allarme.

Riccardo Amato

 

La vittoria del pragmatismo

Brutti, sporchi e cattivi. Sembra essere questa la via più sicura per accorciare il gap esistente tra il Super Napoli di Spalletti e il gruppone subito sotto in classifica.

Lo sa bene Allegri, che ha fondato la sua personalissima idea di calcio sul corto muso, lo sta sperimentando Maurizio Sarri e ci proverà in futuro forse anche Stefano Pioli.

In una lunga corsa a tappe non sempre si può essere brillanti dal punto di vista fisico e del gioco. L’undici biancoceleste è lo stesso che ha sorpreso a Bergamo contro l’Atalanta e che, due settimane dopo, ha piegato un Monza in salute col minimo sforzo.

Chissà se il primo della classe, quel Luciano Spalletti ormai testimonial del bel gioco all’italiana si starà preoccupando vedendo avversarie che a volte non meritano ma che raccolgono punti pesanti per il proprio avvenire.

La rivisitazione del calcio catenacciaro è proprio questa: al passo coi tempi e sempre più pratico. Il modo migliore per zittire i critici e pensare al prossimo impegno in calendario. La vittoria del pragmatismo sulla bellezza.

Riccardo Amato