Le pagelle delle 20 squadre di Serie A

Le pagelle delle 20 squadre di Serie A, dall’Inter capolista alla Salernitana fanalino di coda.

LA LOTTA AL VERTICE

Inter, Milan, Napoli e Atalanta. Sono loro le quattro squadre che sulla carta si giocano lo scudetto. Manca la Juventus (voto 5), distante 4 punti dal quarto posto e alla ricerca di una nuova identità. L’Inter campione d’inverno merita un 8 bello tondo. La squadra gioca, si diverte e ha più punti della scorsa stagione. Il Milan condizionato dagli infortuni merita un 7. Nel confronto con i nerazzurri ha dimostrato di avere ancora uno step da compiere per lottare ad armi pari per il titolo. Sufficienza piena per il Napoli. Una partenza incredibile seguita da un fisiologico calo. La parabola discendente dell’Atalanta coincide con l’eliminazione dalla Champions. Non è facile confermarsi a certi livelli. Il voto? Un 6,5. Le pagelle di questo girone d’andata di Serie A ci forniscono importanti indicazioni anche sui prossimi mesi.

LE SORPRESE

La Fiorentina di Italiano (voto 7) e il Verona di Igor Tudor (6,5). Brava la Fiorentina a credere nelle idee del tecnico ex Spezia. La leadership di Vlahovic e una proposta avvincente sono i due ingredienti di un mix esplosivo. La bagarre per un quinto posto storico coinvolge Roma (voto 6) e Lazio (5,5). Assimilare in fretta le idee di Sarri non è così immediato. Per Mourinho il lavoro è soprattutto psicologico e di mentalità non potendo contare su grandi campioni. Il Torino di Juric sta salendo e merita un voto di incoraggiamento (6,5). Il tecnico croato può far dimenticare a Cairo le ultime stagioni deludenti, come dimostrato ieri sera contro l’Inter a San Siro.

TRA AMBIZIONE E REALTÀ

Empoli, Bologna e Sassuolo devono capire cosa fare da grandi. I toscani esprimono un bel calcio e schierano giovani interessanti (meritano un 7), gli uomini di Mihajlovic e Dionisi peccano nella continuità di rendimento. Gli alibi ci stanno tutti, l’ultimo match vinto dal Bologna gli fa guadagnare mezzo punto in più. Bologna voto 7, Sassuolo 6,5. Le fortune dei neroverdi dipenderanno molto dall’esplosione di alcuni gioielli come Raspadori e Scamacca. L’Udinese che era di Gotti e ora è guidata da Cioffi è passata da una sufficienza larga a un 6 striminzito. Può fare di più e rischia di essere risucchiata nelle sabbie mobili della zona retrocessione.

LA ZONA RETROCESSIONE

Incomprensibile la scelta Schevchenko a Genova (voto alla società 5), il Cagliari di Mazzarri è sull’orlo di un precipizio (voto 5) e la Salernitana è senza voto. Come si può valutare una squadra che è stata iscritta maldestramente al campionato di Serie A senza possedere i requisiti? Lo Spezia deve credere in Thiago Motta. Oggi sarebbe salva ed è questo il suo scudetto: voto 6,5. Il bello del calcio e di queste valutazioni è che tutto potrebbe essere confermato o ribaltato col passare dei mesi. Nessun verdetto è stato ancora emesso e ogni formazione lotta per il proprio obiettivo.

Riccardo Amato

Lascia un like alla mia Pagina Facebook 

Serie A, L’Inter stacca le inseguitrici: +4 su Napoli e Milan

Il posticipo della 18a giornata di Serie A vede trionfare a San Siro il Napoli di Spalletti. L’Inter ringrazia e prova la fuga.

L’Inter è campione d’inverno. Un titolo che non vale molto ma che ci aiuta in quelle che saranno le previsioni per la seconda parte della stagione. I nerazzurri, che avevano travolto per 5-0 la Salernitana nell’anticipo del venerdì sera, si godono il primato dal divano. Una mini fuga prima dell’ultima giornata del 2021 che si giocherà mercoledì 22 dicembre.

Partiamo dai valori in campo. Pochi quelli di Napoli e Milan. Entrambe le formazioni sono falcidiate dagli infortuni (e bisognerebbe riflettere anche sul perché). Gli uomini di Spalletti vengono a Milano con il coltello tra i denti e difendono per novanta minuti il vantaggio firmato da Elmas su calcio d’angolo. Il Milan vive un’involuzione tecnica più che tattica. Ibrahimovic non può sempre togliere le castagne dal fuoco e i subentrati possono dare di più.

Il simbolo della vittoria azzurra è Juan Jesus. Da scarto della Roma a colonna della difesa orfana di Koulibaly. La sfida più difficile è stata superata. Aveva tanto da perdere il Napoli, al Milan sarebbe andato bene anche un pareggio. Spalletti ritrova quel contatto con la vetta che merita. Il Napoli è squadra vera. Segna, soffre e raccoglie tre punti importantissimi. Ora inizia un’altra stagione.

In casa Milan è tempo delle riflessioni. La squadra è sembrata meno intensa e vanta tra i migliori in campo due difensori: Florenzi e Tomori. Saelemaekers non ha acceso la miccia, Giroud ha bisogno di minuti nelle gambe e Messias non è Messi. La sosta natalizia arriva come una benedizione per ricaricare le pile e provare l’inseguimento a un’Inter che sembra difficile da raggiungere.

“L’Inter non è paragonabile alle altre di Serie A” afferma Mourinho. La verità è che l’Inter conquista la vetta nell’esatto momento in cui trova soluzioni, gol e applica un calcio totale. Era da tempo che non si vedeva in Italia un calcio così piacevole e moderno. Un primato meritato figlio di un grande lavoro della dirigenza. Vi ricordate Hakimi e Lukaku? Forse sono loro adesso che vorrebbero tornare a vestire il nerazzurro.

Riccardo Amato

Segui la mia pagina Facebook Il Blog di Riccardo Amato 

Il Liverpool è davvero troppo per l’Inter?

INGIOCABILE?

Una definizione richiamata dallo stesso Simone Inzaghi guardando il sorteggio. Il Liverpool, insieme a City, Bayern e Real è tra le regine della Champions League. Quelle squadre che per blasone, tradizione, forza economica e campioni in campo fanno paura a tutti. L’Inter vale circa 300 milioni in meno dei Reds (dati Transfermarkt). Il calcio però spesso sfugge ai pronostici, come dimostrato dall’Atalanta due anni fa nel duello contro il PSG.

LA LEZIONE DEL MILAN

Proiettarsi a Inter-Liverpool significa anche allargare il discorso al calcio italiano. Il Milan eliminato prematuramente ai gironi è la nostra Cenerentola. In questa edizione non è andata oltre un quarto posto alle spalle dei Reds, del Porto e dell’Atletico Madrid. Nel doppio confronto con gli uomini di Klopp però qualche segnale positivo c’è stato. Qualche sbavatura di troppo da entrambe le parti ha autorizzato una partita più viva che mai. Continui ribaltamenti di fronte e tante occasioni da una parte e dall’altra. Ciò che conta però è arrivare davanti al novantesimo.

IL GIOCO

Il tasto sul quale dovrà battere l’Inter. Non tanto pensando di giocare meglio dell’avversario, piuttosto provando a toccare vette inesplorate. I nerazzurri giocano un calcio totale, spettacolare e divertente. Rendere ancora più efficace la produzione offensiva è la mission. Un dato che in Europa conta molto e diventa determinante contro compagini votate all’attacco e che non ti danno respiro. Possibile immaginare a questo ottavo di Champions come a un match con tanti gol. Una gara ricca di spettacolo ed emozioni. Una prova per nervi e autocontrollo.

LA MENTALITÀ (E LA TESTA LIBERA)

La mentalità vincente la acquisisci col tempo a suon di vittorie. L’Inter gioca con lo scudetto cucito sul petto, i Reds possono vantare il fresco successo europeo del 2019. È chiaro che l’abitudine ai grandi palcoscenici e alle partite da dentro o fuori sia tutta a favore degli inglesi. Il campionato inglese è come una corsa ad alta quota se paragonato ai ritmi della Serie A. L’entusiasmo e la voglia di stupire degli uomini di Inzaghi non sono fattori da sottovalutare, soprattutto se verrà confermata a febbraio la supremazia entro i confini nazionali.

KLOPP vs INZAGHI

Che dire di questi due maestri della panchina? Difficili da paragonare in quanto diversi. Ciò che li accomuna è il sentimento che li anima durante i 90 minuti. Entrambi passionali, motivatori, sintonizzati sulle frequenze dei propri calciatori. Per Klopp il calcio è rock, per Inzaghi un blues con grandi colpi da solista. La band che suonerà la melodia più orecchiabile avrà le migliori chance di passaggio del turno. Occhio ai solisti. I tre là davanti (Salah, Mané e Firmino) terrorizzerebbero chiunque. L’Inter avrà bisogno del Dzeko più freddo possibile e di un Lautaro Martinez con la grinta giusta. Una gara che aspettiamo con trepidazione e che non vediamo l’ora di vivere.

Riccardo Amato

Lascia un like alla mia pagina Facebook!

L’Inter vola, Napoli e Milan no

INTER SEI PRIMA

La copertina di questa 17a giornata di Serie A è tutta dell’Inter. Una squadra bella e vincente che ha soluzioni tra campo e panchina (vedi Sanchez goleador) e un potenziale ancora da esprimere, come dimostra la prestazione di Lautaro Martinez. La società si è dimostrata attenta e lungimirante nell’affrontare il post Conte. La scelta di Inzaghi e un mercato oculato hanno premiato il gruppo di nuovo in testa alla classifica.

LA FORZA NEL GIOCO

Al 13 dicembre nessun giudizio è definitivo ma un messaggio forte e chiaro è stato appena lanciato. Se Napoli e Milan sognano davvero qualcosa di più di un posto in Champions dovranno alzare i giri del motore e fare i conti con una squadra più determinata che mai. I nerazzurri sono una squadra che domina attraverso il gioco. E qui c’è tutta la differenza del mondo. Rispetto al recente passato in testa alla classifica troviamo la formazione che ha espresso il gioco più piacevole ed efficace.

NAPOLI E MILAN FLOP

Dove sono finite Napoli e Milan? Nel giro di un mese tutto è cambiato. Salgono Inter e Atalanta, si sciolgono come neve al sole le formazioni di Spalletti e Pioli. Gli infortuni e le fatiche europee avranno influito sul percorso delle due squadre. Ciò che preoccupa è un andamento a singhiozzo nel primo momento cruciale della stagione. Questione di testa insomma. La sensazione è che i nerazzurri abbiano finora raccolto qualche punto in meno di quelli meritati dalle formazioni antagoniste. Pioli was on fire. Con tanti saluti alle grida di battaglia di Ibrahimovic e ai sogni di gloria di un popolo che ha il diritto di sognare.

LA VERITÀ NEL MEZZO

La Fiorentina di Vlahovic è in testa ad un altro campionato, quello delle medio piccole (o aspiranti grandi). Servono tempo e pazienza nel cuore della classifica, cuore e gambe per gli obiettivi più ambiziosi. Le due romane (la Roma gioca stasera contro lo Spezia) stanno deludendo e allora ecco il coraggioso Empoli di Andreazzoli che torna dal Maradona con tre punti d’oro. C’è spazio davvero per tutte o almeno così sembra. A Genova per un motivo o per un altro non si dormono sonni tranquilli. Intanto questa Serie A prende forma, consegna i primi verdetti e premia chi ha creduto fino in fondo nei propri sogni.

Riccardo Amato

Valentino Rossi si ritira

The last dance: l’ultimo giro di Valentino Rossi

È difficile dire addio al più grande di tutti i tempi. Un ragazzino che si è sempre divertito e non ha mai nascosto le sue virtù e i suoi difetti. Le sue gare (e quindi i suoi sorpassi) sono diventati una piacevole routine per milioni di italiani a pochi istanti dal pranzo della domenica. Con Valentino Rossi abbiamo condiviso le fatiche e apprezzato i valori più profondi dello Sport. La vittoria in fondo era un contorno, lo sfondo delle più grandi imprese di un italiano che ogni domenica saliva con la sua moto sulla luna.

Grazie Vale, ci hai ricordato che lo sport è prima di tutto un gioco, un luogo meraviglioso dove incontrare persone, amici, amori e inseguire i propri desideri. Quel ragazzino resterà per sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori. Hai corso per te stesso e per la tua gente. La prova l’abbiamo avuta oggi, ultimo GP per te e inizio di una entusiasmante carriera per i giovani riders.

Chissà cosa avrai pensato quando, tagliato il traguardo, tutti hanno pensato a omaggiare te piuttosto che celebrare un trionfo personale. Sta anche qui la tua grandezza. Più che l’invidia dei rivali va sottolineato il rispetto. Campione sì ma soprattutto ragazzo e infine bambino. Il compagno di scuola con cui scherzare seduti ai banchi in fondo alla classe, il vicino di casa che ti suona alla porta per giocare a pallone.

Quelli che si intendono veramente di motociclismo sono pronti a scommettere in una generazione italiana di nuovi talenti. Chissà che non possa nascerne un altro di Valentino. Intanto Grazie Vale per questi anni meravigliosi. Hai ispirato una generazione di sportivi, hai unito le persone, sei stato il simbolo di un culto.

È ora di andare. All’orizzonte, come sempre, una folla impazzita, una marea gialla e in primo piano una bandiera che sventola con il VR46. Lacrime di commozione, un ultimo giro sulla giostra prima di iniziare una nuova vita.

Riccardo Amato

Milan e Inter si dividono il Derby

DERBY

È arrivato il momento di commentare il pareggio nel Derby della Madonnina tra Milan e Inter. I rossoneri per consolidare il primato condiviso con il Napoli, i nerazzurri per avvicinarsi alla vetta della classifica. Un risultato che tutto sommato accontenta entrambe le squadre. Il distacco rimane invariato e ora ci si interroga su chi ne sia uscito meglio. La risposta? Entrambe le squadre. Per Pioli è un punto che pesa, per Inzaghi un punto di partenza. La sua Inter gioca un calcio più piacevole della passata stagione a discapito di qualche punto (di troppo) lasciato per strada. In questo senso il Derby avrebbe potuto rappresentare la svolta. Il Milan vuole davvero questo scudetto? E allora deve crescere. In più di un’occasione è mancato quell’ultimo step per essere considerata realmente una grande. Non si può non parlare del percorso in Champions League e di una discontinuità di rendimento tipica delle squadre ancora immature.

POSSIBILI SCENARI

Le due squadre, seppur diverse, hanno mostrato le loro migliori qualità. Valutazioni ancora acerbe e premature se si vuole nominare la parola scudetto. Lo sprint che ci porterà a Natale ci regalerà una lotta a tre con il Napoli o qualche nuova sopresa? Se proviamo a immaginare queste tre squadre al pieno delle proprie potenzialità, ecco che i nerazzurri possono dire qualcosa di più dei punti finora conquistati. Gli episodi non sono dalla parte dei nerazzurri, capaci di creare molto e finalizzare poco nelle ultime partite. A Napoli la gestione del caso Insigne e le doti da terapeuta di Luciano Spalletti sono due variabili impazzite. Gli azzurri hanno finora mostrato solidità e concretezza. Un campionato aperto, diverso dalle passate stagioni e tre squadre che possono lottare fino alla fine per il titolo. Un fantastico spot per una Serie A che ha bisogno di rinnovarsi e aspetta l’exploit di nuove formazioni. Chissà che tra le medio piccole possa venire fuori qualcosa di nuovo e inaspettato.
Buona pausa a tutti (a volte ne abbiamo bisogno)
Riccardo Amato

Champions League, sorrisi per le italiane in campo

Il turno di Champions League appena concluso ha rinvigorito menti e gambe delle squadre italiane impegnate. Solo Atalanta e Milan possono recriminare, anche se i rispettivi avversari si sono rivelati di ottimo livello e hanno dato filo da torcere. Se per i rossoneri il cammino europeo è compromesso, i nerazzurri di Bergamo possono credere in un approdo agli ottavi.

LA DEA RIPRESA DA CR7

Parlano giustamente tutti di Cristiano Ronaldo e della sua doppietta al Gewiss Stadium. Giocare contro il fuoriclasse portoghese è come partire sempre sotto di un gol. Anche quando tocca meno palloni, è sempre decisivo. Tutto vero. Tuttavia ripensando alla prestazione quasi perfetta della Dea, scelgo Duván Zapata come simbolo di questa meravigliosa squadra. L’attaccante accostato all’Inter questa estate per il dopo Lukaku è veramente cresciuto ed è giusto inserirlo tra i top nel ruolo. Forza fisica, tenacia, determinazione e sacrificio sono le qualità dell’attaccante nerazzurro e di una squadra che esprime un calcio di alto livello da anni. La squadra più europea tra le italiane alla quale manca probabilmente qualche innesto di livello superiore. Come migliorare questa squadra? Non è facile spiegare a un giocatore cosa significa giocare per l’Atalanta e in fondo è questa la favola. Porsi sempre nuovi limiti e cercare di superarli. Lanciare calciatori promettenti scartati da molte altre big. Due parole per Mister Gasperini. Questi 180 minuti hanno dimostrato la bontà del suo lavoro e delle sue scelte. In giro per l’Europa qualcuno inizierà ad imitarlo.

DYBALA OLTRE PLATINI

Dybala supera Platini e prende per mano la sua Juventus. Gli ottavi di finale di Champions League sono realtà. La Joya lotta, gioca a tutto campo ed è la star della serata europea. Il suo atteggiamento da leader dovrà contagiare un gruppo alla ricerca di punti anche in campionato. Intanto il primo obiettivo stagionale è stato raggiunto. È come se il rendimento di questa squadra oscillasse con le motivazioni. Quattro su quattro in Champions, zero punti nelle ultime due in Serie A contro Sassuolo e Verona. Questione psicologica? Può darsi. La crescita esponenziale di alcuni interpreti come Locatelli e Morata, unita alla solidità difensiva sono i prossimi step per certificare la rinascita bianconera.

L’INTER È VIVA

Un’Inter ordinata e determinata a portare a casa la vittoria compie un altro importante passo verso la qualificazione agli ottavi di Champions League. A differenza delle ultime due stagioni l’Inter è padrona del suo destino in Europa e ha ancora margini di miglioramento. A secco Dzeko e Lautaro (sfortunato l’argentino che colpisce un palo) ci pensano gli insostituibili Brozovic e Skriniar a sbloccare la situazione di stallo. Una partita che così semplice non era. Barella è ovunque, da sottolineare la prova di un Vidal sugli scudi facilitato dai ritmi non forsennati della partita. I nerazzurri disputano una buona prova e aspettano i progressi di Dumfries a destra. Intanto Inzaghi riscopre una rosa di quantità e qualità. Non c’è tempo di festeggiare perché tra poche ore sarà derby contro il Milan.
Riccardo Amato

 

Il caso Maresca, la Champions e Conte

CAOS ARBITRALE

Alla fine ha pagato per tutti. Maresca viene fermato dall’Aia dopo Roma-Milan di domenica scorsa. Un timido segnale dopo almeno 180 minuti, gli ultimi, di tensioni e polemiche. Gli stessi identici rigori che in alcuni casi vengono concessi e in altri no. Dipende. Dalla maglia che indossi, dalla situazione, dal polso del direttore di gara. Qualcosa si è rotto. Adesso occorre ricucire i pezzi, salvare il salvabile ed essere chiari. Non esistono rigori e rigorini, chiedete anche alle squadre piccole. Le decisioni, anche le più imparziali, non possono accontentare tutti. L’importante è essere chiari e assecondare un sistema che opera seguendo delle linee guida ben precise. Per il bene del gioco.

CHAMPIONS SCACCIAPENSIERI

La competizione più luccicante, la più attesa, è ciò che serve alle italiane per cambiare marcia anche in Italia. La Juventus per la qualificazione, l’Inter per ribaltare un pronostico già scritto. L’Atalanta per la storia e il Milan per le ultime speranze di un futuro migliore. Il cammino in campionato è costellato più che interrotto da serate magiche, momenti in cui gridare al mondo intero quali sono le tue intenzioni dimostrando il tuo valore. L’Europa ha bisogno di noi. I problemi della Juventus e le incertezze rossonerazzurre possono aspettare: quando suona quella musichetta lì scendono in campo la storia e l’orgoglio di un Paese intero.

CONTE DI NUOVO IN PREMIER

Quella classifica e quei dieci punti di distacco dalla vetta sono già nei pensieri di Antonio Conte. Un quadretto da appendere nel suo ufficio all’interno dell’Enfield Training Centre, un calendario da tavola da fissare ogniqualvolta la mente oscilli tra le parole ambizione e vittoria. Antonio Conte è chiamato a una nuova impresa. Azzerare quel gap tra le squadre protagoniste, audaci e battagliere e quelle mediocri. Convincere i propri giocatori che niente è impossibile e che ogni punto conquistato sia il risultato di sudore e fatica. Il lavoro che paga sempre e che puntualmente ti iscrive di diritto nei libri di storia calcistica. Una missione simile per certi versi a quella realizzata all’Inter. Ecco il Tottenham ha delle potenzialità inespresse proprio come quel gruppo guidato da Lukaku. Il palcoscenico è il più bello del mondo. Una sfida che non si può non provare a vincere. Scrivere la storia del calcio inglese, ancora una volta. Vincere. Buon lavoro Antonio!
Riccardo Amato

 

Serie A, il turno delle polemiche

Ricorderemo questa ottava giornata di Serie A non tanto per il gol vittoria di Osimhen contro il Torino che vale il primato del Napoli quanto per la bufera arbitrale. Un sistema non all’altezza, diversi episodi discutibili e uno spettacolo scadente andato in scena all’Olimpico tra Lazio e Inter. Riviviamo alcuni momenti di questo week end. Spoiler: c’è spazio per qualche piacevole eccezione.

L’INTER SI BUTTA VIA

La banda di Simone Inzaghi conferma un trend negativo: quando bisogna portare a casa i tre punti (tradotto ammazzare sportivamente l’avversario) sono gli avversari a rialzare la testa. È successo in Champions League contro il Real Madrid e almeno in un paio di occasioni in campionato. La squadra non è continua nell’arco dei novanta minuti e sembra dipendere da Dzeko e Lautaro Martinez in zona gol. Tra meno di una settimana c’è il Derby d’Italia conto la Juventus e la tifoseria rumoreggia. Se i campioni d’Italia escono con le ossa rotte dal match nella Capitale, Maurizio Sarri sa di aver conquistato una vittoria a metà.

LA JUVE TORNA

La Juve è tornata? Troppo presto per dirlo. Le vittorie contro Chelsea e Roma pesano, la squadra è più compatta e Szczesny è il simbolo di questa inversione di rotta. Il valore aggiunto di questo inizio di stagione è certamente Max Allegri, che ha affrontato le prime difficoltà rimanendo fedele a se stesso. Con pazienza ed equilibrio i bianconeri hanno rialzato la testa e ora spaventano la concorrenza. I prossimi impegni contro Zenit San Pietroburgo e Inter potrebbero restituire al nostro campionato la squadra più vincente degli ultimi anni.

ILICIC D’AUTORE

L’Atalanta supera l’Empoli grazie alle magie e all’estro di Josip Ilicic. Una partita che assomiglia più a una celebrazione del fantasista sloveno. Uno spot per i più piccoli che sognano un futuro sul rettangolo verde, una lode al talento di un ragazzo che ha sofferto (e non poco) questa pandemia. Soprattutto una partita senza polemiche.

LA VARIABILE SOSTA

Le fatiche internazionali hanno inciso e non poco sulle prestazioni delle formazioni in campo. Il Milan ad esempio, prima di raddrizzare un match scivoloso, si ritrova sotto di due reti contro il Verona. Un jet lag che ha condizionato anche gli arbitri. Abbiamo detto del gol di Felipe Anderson all’Olimpico (Irrati dov’era?), a San Siro entrambi i rigori concessi sono discutibili e per non farci mancare niente riportiamo il labiale di Orsato nel tunnel dello Juventus Stadium (“Se poi i rigori li sbagliano…”).

Che dire? Più tensioni che emozioni in questo week end, consapevoli che il gruppo di testa resterà tale a lungo e che la prima data da cerchiare in rosso arrivi molto presto, per la precisione domenica sera. Il Derby d’Italia tra Inter e Juventus ci dirà se i bianconeri sono veramente tornati e a che punto è la nuova Inter post scudetto. La Serie A è tornata e per i puristi del calcio nudo e crudo queste scene sono il massimo; per chi ama lo sport e i valori del gioco, questa giornata è senza dubbio da archiviare in fretta.

Riccardo Amato

 

Hai lasciato un like alla mia pagina Facebook? 

 

Napoli sogna, Inter-Atalanta show: una Serie A super!

NAPOLI SOGNA CON OSIMHEN E INSIGNE

C’è solo il Napoli in testa alla classifica di Serie A. Contro il Cagliari è arrivata la sesta vittoria consecutiva. Una vittoria di forza. Una continuità in queste prime partite figlia di una mentalità ben precisa. E proprio qui andiamo a ricercare il lavoro di Luciano Spalletti. L’intenzione di attaccare sempre e comunque, come è richiesto a una grande squadra. Da sottolineare il dato sui gol subiti, soltanto due: la squadra è anche solida e pronta al rischio. Il calendario ha finora proposto soltanto lo scoglio Juventus ma questo Napoli continua a vincere e convincere. La città sogna e non ha intenzione di rimanere troppo a lungo coi piedi per terra.

INTER E ATALANTA SHOW

Uno di quei rari casi in cui il pari accontenta tutti. L’Inter va avanti con un eurogol di Lautaro, poi arretra e sale la Dea. Troppa pressione e troppe aspettative per pensare a un Dimarco match winner. Un punto che vale tanto per entrambe le formazioni. I bergamaschi si ricordano chi sono e inseguono i fasti delle passate stagioni, i ragazzi di Inzaghi possono crescere ancora ma sono belli da vedere. Il primo scoglio stagionale dell’Inter è stato aggirato ma non superato. Ora testa alla Champions.

LA JUVE CRESCE

Riparte dallo Juventus Stadium la rincorsa bianconera ai piani alti della classifica. Una vittoria importante contro la Sampdoria, nel segno di Dybala (fuori per infortunio dopo nemmeno 15 minuti), Bonucci e Locatelli (al primo gol stagionale). Il percorso in campionato degli uomini di Allegri non può prescindere dai punti conquistati tra le mura amiche. Tra due giorni arriverà il Chelsea.

VI RICORDATE MATTIA DESTRO?

L’uomo copertina di questo pirotecnico 3-3 tra Genoa e Verona è sicuramente Mattia Destro. Un (ex) ragazzo di cui ogni tanto si sente parlare e che tutti vorremmo vedere ad alti livelli con maggiore continuità. La sua doppietta permette al Genoa di raddrizzare una partita che sembrava stregata. Ha qualche demerito il Verona che avrebbe potuto chiuderla nel primo tempo. I rossoblu sono vivi ma rispetto alla passata stagione sono molto più fragili dietro. Uno degli aspetti su cui dovrà lavorare Mister Ballardini.

VOLA L’AQUILA OLIMPIA

Roma è biancoceleste. Gli uomini di Sarri reagiscono nel momento cruciale di questo inizio di stagione, rimandando i processi e le critiche. Ha vinto la squadra che ha cercato di controllare il match, premiata dalle idee e dai suoi uomini. Di nuovo in luce Immobile e Luis Alberto. Pedro entra nella storia per aver segnato nei derby con entrambe le maglie. In casa Roma è pesata l’assenza di Pellegrini. Mourinho dovrà rigenerare mentalmente un gruppo che ha delle qualità ma si porta dietro qualche lacuna di troppo dalla passata stagione. Sarà interessante osservare l’evoluzione del cammino delle due squadre dopo questo match spartiacque.

THIAGO MOTTA 2.0

Non sono arrivati i punti ma le prestazioni quelle restano. Contro Juventus e Milan non ha sfigurato lo Spezia di Thiago Motta, alla sua seconda esperienza in Serie A. Un tecnico con le idee chiare, più maturo rispetto al recente passato, alla guida di una squadra con discrete individualità. Il suo scudetto sarà la salvezza. Riuscirà nell’impresa? A proposito di imprese e segni del destino, a 19 anni è arrivato il primo gol di Daniel Maldini, figlio di quel Paolo che ha scritto pagine di storia rossonera. Questa sesta giornata non ci ha fatto mancare nulla. Match avvincenti, squadre affamate e tanto spettacolo.
Riccardo Amato