Il mercato paralizza l’Inter e Inzaghi cerca alibi

Eppure tutti eravamo convinti che l’Inter si fosse rinforzata. Il ritorno di Lukaku, un vice Brozovic (Asllani), due esterni (compreso Gosens) da scoprire e l’alternanza Onana-Handanovic per il futuro. Il mercato dell’Inter aveva soddisfatto tutti. In primis Simone Inzaghi. Peccato però che in campo questa varietà della rosa non si sia ancora vista. Dopo 8 gare abbiamo una vaga idea delle qualità di Onana mentre tra difesa e centrocampo i dubbi sono molteplici.

Skriniar e Bastoni hanno la testa altrove: perché puntare ancora su di loro quando si potevano incassare fior di milioni? Il caso del difensore azzurro è paradossale: Inzaghi gli preferisce spesso Dimarco e la sua prova contro l’Udinese è durata soltanto 30 minuti.

A metà campo Kristjan Asllani dovrà indossare l’elmetto nella gara più complicata. Dopo la sosta c’è la Roma e queste prime gare sarebbero servite quantomeno a fargli assaggiare la sua zolla preferita senza eccessive pressioni.

Il mercato ha paralizzato l’Inter, spenta nell’orgoglio e immobile quando prova a reagire. Simone Inzaghi dovrà trovare subito i rimedi a una stagione che ha già preso una brutta piega. Più che gli alibi servono i punti. Le 4 sconfitte in 8 partite evidenziano uno stato mentale prima che tecnico non all’altezza della situazione.

Riccardo Amato

Ho partecipato al Workshop di Sportitalia

Me lo sono chiesto più e più volte. Che faccio, ci provo? O meglio ci riprovo. Sì perché nel lontano 2013 avevo già testato le mie competenze presso gli studi di Sportitalia a Milano. Ero praticamente un bambino e il finale era già scritto.

Questa volta mi approccio a questo “concorso” più disinvolto, convinto che le mie esperienze sui siti online e in radio possano darmi quel quid in più. Niente da fare. Resta il ricordo di un’esperienza bellissima. Una settimana negli studi di un’emittente sportiva (un sogno), la possibilità di confrontarmi con una redazione e soprattutto con ragazzi e ragazze con il mio stesso obiettivo.

Diventare giornalista sportivo in Italia assomiglia sempre di più a una prova di resistenza. Serve estendere la propria passione a un livello tale da sopportare ansia, stress e molteplici porte in faccia. Ci riproverò! Questo è il mio sogno e sono nato per fare questo.

Riccardo Amato

Il Milan ha preso Lazetic ma ha vinto ancora una volta Elliott

Il mercato del Milan ha deluso le aspettative. In attesa di capire se arriverà un difensore (le ultime indiscrezioni parlano di Thiaw dello Schalke 04), il colpo è Marko Lazetic. Ibrahimovic e Giroud non possono rappresentare il futuro del club di Via Aldo Rossi ma forse qualcosa di più andava fatto in estate. Serviva un attaccante sano da venti gol a stagione. Ora, con colpevole ritardo, i media parlano di un investimento a sei zeri per la prossima stagione. Troppo tardi? Si parla piuttosto di giovani: Berti del Cesena (classe 2004) ed Heffernan del Cork City. Operazioni minori, certamente, ma non lontanissime dai diktat della società che non si piegano ai capricci di Calhanoglu e Kessié. La ragione per cui Gosens si è trasferito dall’Atalanta all’Inter è proprio questa: a Milano gli offrono uno stipendio migliore. La domanda sorge legittima: si può competere ad alti livelli tesserando giovani promesse e lasciando partire calciatori fatti e finiti? Il dubbio è amletico. I tifosi rossoneri sanno che con questa idea di mercato il massimo a cui ambire resta un dignitosissimo piazzamento Champions.

Riccardo Amato

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Rivoluzione Juventus sul mercato: tutti i nomi

Sarà contento Massimiliano Allegri. La società ha rivoltato la sua Juventus come un calzino: da Zakaria a Vlahovic, passando dalle cessioni al Tottenham di Bentancur e Kulusevski. È un’altra Juve. Il colpo Vlahovic è il simbolo di una campagna di rafforzamento feroce, che non guarda in faccia a nessuno. La Juventus vuole la Champions: l’ossessione mascherata da obiettivo. Il serbo della Fiorentina non ha idea di quanto sia forte ma i suoi gol servono eccome ai bianconeri. Ne servono tanti. Il centrocampo era da rifare e allora fuori gli esuberi e dentro il Polpo Zakaria. Altrettanti saranno i palloni da recuperare e da imbucare per #DV7. I bianconeri sono la sorpresa di questo calciomercato. Chissà cosa farà Dybala? A questo punto anche la sua scelta passa in secondo piano. La scalata che dovrà portare al nuovo duello con l’Inter è appena iniziata. Il primo step, quello del mercato, è stato superato alla grande.

Riccardo Amato

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Mercato Inter, tra i rinnovi e lo sguardo in casa Sassuolo

Partiamo dai rinnovi: per Brozovic si attende solo l’ufficialità, Handanovic dovrebbe rimanere un altro anno a contendere la porta a Onana, preoccupa Perisic. Il croato è al momento più fuori che dentro dal progetto. Troppo ampia la domanda tra domanda e offerta. Gosens e Caicedo sono due colpi sostenibili per il club di Viale della Liberazione. Il laterale mancino non peserà sul bilancio della stagione corrente.

 

Per giugno Marotta vuole il doppio colpo dal Sassuolo: Scamacca e Frattesi sono i promessi sposi dell’Inter. L’attaccante per crescere alle spalle di Dzeko (e rubare l’arte del mestiere), il centrocampista per dare nuove idee e dinamismo a un centrocampo che perderà Vecino e Vidal. A proposito del cileno, oggi è spuntata una clausola che facilita la sua uscita: pagando una penale di 4 milioni i nerazzurri si potrebbero liberare da subito del guerriero voluto da Conte.

 

Sempre a proposito di rinnovi di contratto, Ranocchia e D’Ambrosio attendono la loro chance. L’Inter si sederà al tavolo con loro a fine stagione. La sensazione è che si volterà pagina ringraziando i due veterani per l’esempio e l’impegno. Bremer del Torino è vicino ai nerazzurri per sostituire de Vrij. Skriniar dovrebbe rinnovare il suo accordo in scadenza nel 2023.

Riccardo Amato

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La grande bellezza dell’Inter di Simone Inzaghi

Un girone dopo, è cambiato tutto nel mondo Inter. Dalle occasioni mancate alla grande bellezza di Simone Inzaghi.

È cambiato davvero tutto da quel 16 ottobre 2021. Un’Inter che cadeva sotto i colpi di Ciro Immobile, Felipe Anderson e Milinkovic-Savic. Un universo parallelo che si è finalmente ribaltato. Un’Inter che sarebbe stata aspramente criticata per l’incapacità di portarsi a casa gli scontri diretti. Che follia. Il tempo ha dato ragione all’Inter e a Inzaghi, meritatamente primi in classifica dopo 21 giornate (e una gara da recuperare).

L’Inter non si è scomposta di fronte alle critiche, così come non si è disunita davanti alle difficoltà. Un match come quello di ieri sera, in altri tempi, non avrebbe portato i tre punti. I nerazzurri restano fedeli al proprio credo: il gioco. Più degli interpreti (Bastoni e Skriniar sono la splendida dimostrazione che conta il gruppo più del singolo) la voglia di lottare e credere insieme a un unico obiettivo.

L’Inter macina gioco, soffre la Lazio (sempre pericolosa dalle parti di Handanovic) e resta fedele a se stessa. Sarà dura spodestare questa squadra, ancora più affamata di un anno fa. Conte le ha cambiato la testa, Inzaghi l’ha resa libera. Come sottolineato da Pioli e Allegri, il destino di questo campionato è nelle mani dell’Inter campione d’Italia.

Riccardo Amato

 

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Juve e Napoli deludono ma le grane sono tutte di Allegri

La 20° giornata di Serie A non ha mostrato il suo volto migliore. Milan-Roma e Juventus-Napoli hanno offerto uno spettacolo mediocre, certamente al di sotto delle aspettative. Non fatevi ingannare dai tanti gol segnati. Le emozioni, quelle vere, non sono arrivate. Se il Milan ha fatto della Roma un sol boccone, la Juve di Allegri ha perso un’altra occasione per saltare in corsa sul treno dei desideri.

Il Napoli messo in campo da Spalletti ha un obiettivo solo: fare al massimo un gol. Obiettivo raggiunto. Peccato che non riesca a difenderlo, esattamente come fece con qualche brivido contro il Milan lo scorso 19 dicembre a San Siro. Questione di prospettive. La Juventus ha tanti problemi. In primis fa una fatica tremenda a scaldare i guantoni al portiere avversario. Morata è super light, Kean non è al momento un’opzione credibile. In attesa del vero Dybala (tornerà ai suoi livelli?), il trascinatore di questa squadra è Federico Chiesa.

Si può dire che il Napoli abbia raggiunto il suo obiettivo: fare punti allo stadium nonostante le assenze. Il ritardo nelle idee e negli uomini preoccupa invece il mondo Juve, sospeso tra un sano ottimismo e una truce realtà. I bianconeri sono l’undicesimo attacco della Serie A e sono in ritardo per la corsa che porta all’Europa. Qualcuno parla di grande Napoli. L’autorità, se la vuoi conquistare e hai intenzione di legittimarla, devi tradurla in occasioni e poi in gol. Non bastano le intenzioni. Il club campano esca allo scoperto per dire dove vuole arrivare. Sarebbe stimolante stracciare i propositi di inizio stagione per tentare l’impossibile.

Riccardo Amato

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Il Milan un capolavoro? Ci accontentiamo di poco

Non me ne vorrà il grande maestro Arrigo Sacchi ma parlare periodicamente di un Milan straordinerio sulle pagine della Gazzetta fa un po’ sorridere. E soprattutto confonde la realtà. Il Milan che ha battuto meritatamente ieri sera la Roma per 3 a 1 ha davvero poco di speciale. È sotto gli occhi di tutti il grande lavoro di Stefano Pioli, nessuno lo nega. Esaltare le doti di Tonali e non vedere i grandi demeriti dell’avversario è la trappola in cui tutti sono caduti il giorno dopo la gara di San Siro.

Il Milan è cresciuto tanto negli ultimi due anni (e va elogiato) ma ieri sera non ha giocato una grande partita. Piuttosto la Roma e gli episodi le sono andati incontro. Un rigore a favore dopo soli 6 minuti, un erroraccio di Ibanez, un gol subito nell’unico tentativo convinto dei giallorossi. I rossoneri approfittano di una situazione fin troppo favorevole: una gara che non ha un padrone e che va portata a casa. Ed è quello che succede. Gli episodi più del gioco, gli errori più di ogni strategia. Una squadra contro una che non lo è ancora.

La grande assente in campo questa volta è la Roma. Troppo facile ballare sulle macerie, tessere lodi di un gruppo che mette in campo una prestazione positiva, non esaltante. Il Milan ha futuro ma non è da scudetto. Lo ha dimostrato anche ieri sera. La corsa di Pioli per festeggiare con la squadra il terzo gol, in quel momento, durante questo tipo di partita, è troppo. Il Milan può restare in alto a patto che non rinnovi il contratto a Ibrahimovic e trovi nuove soluzioni, anche giovani, alle lacune in rosa. Il Milan sarà un capolavoro quando alzerà i ritmi di gioco, cambieranno le soluzioni, sarà più continuo, avrà meno infortuni e sarà finalmente pronto a dettare il passo in questo campionato di Serie A.

Riccardo Amato

 

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Roma, è tutto qua? Un’altra serata storta

Contro un Milan influenzato e privo di mezza difesa titolare, mi sarei aspettato molto di più dalla Roma di Mourinho. Sapete qual è il problema? I giallorossi cadono con troppa facilità e allo stesso tempo sanno far male quando provano a giocare a calcio. Una perfetta contraddizione che ha il sapore della sconfitta. La dimostrazione di questa tesi sta nei due episodi del match di San Siro. Tammy Abraham allarga il braccio e sfiora il pallone scagliato verso la porta giallorossa da Theo Hernandez. Poi segna sugli sviluppi di un corner spingendo con caparbietà e fortuna una palla innocua.

Qual è allora la vera Roma, verrebbe da chiedersi. I giallorossi sono troppo leggeri davanti e si allungano con facilità. Come riportato da un tifoso su Twitter, non si può condannare Ibanez quando nessun centrocampista si fa vedere per uscire dalla prima pressione del Milan. I giallorossi giocano da dietro ma sbagliano molto, il Milan lancia lungo con Maignan ed è più pericoloso. La costruzione dal basso è per pochi. La Roma non è ancora squadra. Il progetto di Mourinho è triennale, d’accordo, ma se non fai punti in occasioni ghiotte come questa, diventa tutto più difficile.

Piccola nota finale. Una aspirante grande non può terminare la partita in nove uomini. Significa che non ci sei con la testa. A volte esiste una sottile differenza tra buttarla in rissa e cadere nelle provocazioni avversarie. In entrambi i casi sprechi energie nervose che sarebbero tornate utili in campo. Un vero peccato. Cosa aspettarsi dal mercato? In arrivo un centrocampista, questo gruppo ha bisogno di solide certezze. Almeno una per reparto. Un lavoro che dovrà svolgere la squadra e lo stesso Mourinho, ripartendo dalle basi. Quello di ieri sera non è stato uno spettacolo all’altezza di una tifoseria che merita molto di più, almeno da un punto di vista tecnico. Troppi errori. La Roma di Josè Mourinho crolla in casa del Milan e deve fare mea culpa per ciò che non è stata e sarebbe potuta essere.

Riccardo Amato

 

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