Alla scoperta di Gerardo Dauria, il portiere che sogna il Nord

Questa è la storia di un giovane portiere campano con i piedi ben piantati a terra e tantissima voglia di stupire. Questione di sani principi e radici, abitudini e comportamenti che si tramandano di generazione in generazione. La presenza della famiglia e il supporto incessante di papà Ciro, primo tifoso di Gerardo, ma soprattutto la caparbietà che può permettere a buoni propositi di trasformarsi in opportunità.

Il sogno di giocare al Nord è il presente. Bisogna cercare tra i ricordi i perché di un percorso, le scelte compiute e quel briciolo di follia che non appena si consuma, ti fa sentire realizzato. Un ragazzo tranquillo, umile, serio e determinato. Un mondo spietato là fuori che lo aspetta. Quella forza interiore che caratterizza i grandi portieri, mai spaventati quando arriva un tiro veloce verso di te e devi difendere un risultato in bilico.

La storia di un ex terzino sinistro che nascondeva i guanti da portiere in fondo alla borsa per non farli vedere al papà. Occhio non vede, cuore non duole. “Gioca un po’ più avanti, lì sei forte”. Peccato che certe sensazioni le devi provare dentro in prima persona. Quella vocina che ti dice cosa fare e quando farlo, nonostante gli altri non ci credano.

Gerardo Dauria da S. Antonio Abate è un portiere classe 2006 degli Under 15 nazionali della Cavese Calcio 1919. I suoi 188 centimetri sono una forma di conforto per i compagni e un avvertimento per gli avversari. La sua carriera da calciatore inizia subito. All’eta di cinque anni viene iscritto alla Scuola calcio GE.CA. dove comincia a dare i primi calci al pallone.

Dopo due anni si trasferisce all’Olimpia Club dove l’importante è divertirsi, ma siccome manca un portiere è sempre pronto ad andare in porta. Una chiamata casuale che si rivelerà la sua scelta definitiva. È proprio qui che nasce il primo confronto con papà Ciro. Ogni volta che vede i suoi compagni allenarsi si volta verso la sua guida e rinnova la sua richiesta. Niente da fare. “Gioca più avanti che sei forte”. Gerardo abbassa il capo e prosegue per la sua strada. Non vuole deludere l’amato papà. Chissà quante immagini e quali pensieri scorrono nella sua testa.

Passano altri due anni e una novità attende Gerardo e la sua famiglia. “Un giorno vado a prenderlo agli allenamenti e vedo il Mister camminare verso di me, proprio come se dovesse rivelarmi qualcosa di segreto”. “Ciro, a tuo figlio piace tantissimo fare il portiere: fagli provare il ruolo, è arrivato il momento di regalargli un sorriso oltre che un’opportunità”.

Le prospettive cambiano, i sogni sono ancora più luminosi. Ora la missione è la ricerca di un ottimo prepatatore dei portieri. La vicina Castellammare di Stabia e il Club Napoli sono una garanzia. La terra di Donnarumma, Mirante, Iezzo e tanti altri portieri. Un manifesto talmente grande che diventa impossibile resistere al suo richiamo. Gerardo è pronto a scendere in campo. Una nuova vita lo aspetta.

“Il ragazzo ha qualità e risponde bene”. Mister Aniello Esposito non ha dubbi e invita la famiglia Dauria a iscrivere il giovane atleta alla Real Stabia. I miglioramenti sono evidenti, la crescita costante. La richiesta in termini di sacrificio e impegno non è da sottovalutare, ma la ferrea volontà di Gerardo è l’unica cosa che conta.

Qualche anno dopo, finiti gli allenamenti, l’agente di Gerardo, Claudio Ventreglia contatta papà Ciro per partecipare ad alcuni provini e non perdere il treno tanto atteso. Quell’occasione è realtà. Nessun dubbio, semmai tanta voglia di raccogliere quanto seminato e mostrare la migliore versione di sé. Gerardo si allena con la Scuola dei portieri di Vincenzo Di Filippo fino a settembre, dopodiché la Cavese Calcio esprime tutto il proprio interesse per il ragazzo e punta su di lui.

Un padre che appoggia in tutto e per tutto il figlio, un legame con la propria terra ma anche la speranza di trovare qualcosa di più grande al Nord. Gerardo lavora duro per questo obiettivo e per ciò che lo aspetta. Il calcio come primo obiettivo, il parallelo percorso a scuola, in un Istituto Tecnico, un mondo che lo appaga e gli permette di imparare un mestiere. Il ragazzo non si muove bene soltanto tra i pali, ma dimostra di possedere capacità importanti anche nella progettazione e nell’uso del software Autocad.

Da quando il calcio è diventato la sua missione, cura la sua alimentazione e dà grande peso ai dettagli. Il ruolo del portiere richiede grandi responsabilità. Occorre una pronta risposta a stimoli e sfide sempre maggiori.

L’estate di Gerardo si preannuncia calda e ricca di appuntamenti. Diversi osservatori hanno notato le doti del ragazzo e desiderano vederlo all’opera da vicino. Da quando, a nove anni, Mister Aniello indirizzò la sua carriera ad oggi, il ragazzo non ha mai smesso di sognare. Una nuova occasione potrebbe nuovamente presentarsi sul cammino di questo giovane calciatore dal volto gentile.

Riccardo Amato

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