Urlo Inter! Lo scudetto è più vicino

L’Inter batte il Milan 3 a 0 nel derby più importante degli ultimi dieci anni. Il tabellone di San Siro dice tutto quello che volevamo sapere. I curiosi e gli scettici hanno pane per i propri denti. L’Inter è da scudetto, probabilmente lo è sempre stata ma adesso inizia un nuovo campionato, affascinante e difficile: quello che conduce alla vittoria. 

L’eterno duello tra Ibrahimovic e Lukaku, la rinascita di una tifoseria rosso – nerazzurra che non alzava la voce da parecchio tempo, la voglia di superarsi e conquistare la vetta della classifica. I motivi per vincere questo derby c’erano tutti. Antonio Conte nel pre partita indica il campanilismo e la classifica. Questa lotta tra titani valeva molto di più dei tre punti. Il campo ha parlato: l’Inter è superiore a questo Milan.

Stefano Pioli arriva a questo appuntamento con orgoglio e coraggio, sapendo che i suoi uomini stanno rallentando dopo i miracoli degli ultimi mesi. La squadra è giovane, dipende assolutamente dal suo leader tecnico e sta viaggiando oltre le proprie possibilità da tempo. La stracittadina rappresenta però quel bivio tra l’essere grandi e il cedere il passo a chi lotta per gli stessi obiettivi.

Ed è proprio dentro le incertezze rossonere che si inserisce l’Inter, il cliente più scomodo, la predatrice che aspetta la preda, il Biscione che morde un Diavolo non più nel pieno delle proprie forze. La rincorsa nerazzurra ai cugini è iniziata qualche mese fa, dopo aver perso immeritatamente il derby d’andata, dopo le sofferenze patite in Champions, costruendo un futuro diverso a partire dalle proprie fragilità. 

Ha vinto ancora una volta il gruppo. Perché se Perisic ed Eriksen si trasformano da bruchi in farfalle, qualcosa vorrà pur dire, perché se segni 57 gol in 23 partite e subisci poco o niente, hai tanto da dire e non importa chi hai di fronte. I nerazzurri hanno dimostrato sul campo di essere la squadra con maggiori risorse, che deve sicuramente migliorare per puntare a quello scudetto che manca da undici anni.

È solo festa? I silenzi assordanti sono due: quello di Zhang fuori dal campo e quello forse ancora più grave di Ibrahimovic, stoppato da un super Handanovic in un paio di occasioni. Lo svedese resta a secco (che notizia!) e il Milan si ferma. Ora sono tre le sconfitte nelle ultime cinque gare disputate. Qualcosa a Milanello è cambiato e fortuna che la Roma si sia inceppata contro il Benevento. Il campionato dei rossoneri resta di alta classifica, con uno spirito diverso e la risalita pericolosa di alcune squadre costruite per gli stessi obiettivi.

Sembra spianata la strada per l’Inter di Conte. Dipende tutto dai nerazzurri, che nelle prossime giornate devono temere soltanto se stessi e alcuni eventuali cali di tensione. La rosa è al completo e ha bisogno di alcuni giocatori fermi ai box da diverso tempo. La maturità e la convinzione raggiunte sono il frutto di un anno e mezzo di lavoro, certificato dalla vittoria altrettanto importante contro la Juventus. Lo scudetto è possibile, l’Inter ha intrapreso la strada che porta alla vittoria.

L’urlo finale è dell’Inter. Nel silenzio di San Siro il popolo nerazzurro scalda i propri cuori ed esplode fuori dallo stadio, accollandosi quella responsabilità di un destino vincente. La corsa in campionato è tutto ciò che è rimasto e tutto ciò che conta. Vincere è la risposta a ogni critica, la vocazione di chi sogna di diventare grande superando ogni difficoltà. 

Riccardo Amato

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