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Lo strano caso Di Francesco

Stimato, acclamato e infine incaricato di pieni poteri sportivi per rianimare un Cagliari nelle paludi della Serie A. Soltanto pochi mesi dopo, nonostante il mancato arrivo di incoraggianti risultati sportivi, la scelta più bizzarra: il rinnovo fino al 2023. E adesso, la decisione: fuori Di Francesco dentro Semplici, atterrato stamattina in Sardegna. Un circo che ci ricorda quanto sia difficile costruire e semplice distruggere.

Nessuno meglio di lui può raccontare il mestiere dell’allenatore. Dalla gavetta, passando per alcune importanti stagioni rivelazione, fino ai momenti più bui e agli esoneri. Eusebio Di Francesco starà cercando di porre rimedio a infiniti dubbi, risolvendo enigmi che si intrecciano tra presente e passato.

La sua storia d’amore con il Cagliari è già finita. Chiaro dopo 16 partite senza vincere, sorprendente se ci si ricorda come soltanto qualche settimana fa il club sardo avesse annunciato il rinnovo del suo contratto.

Evidentemente ogni squadra e ogni società contengono dinamiche e problemi. Non basta spostare a Roma un tecnico che stupì tutti per gioco e risultati col Sassuolo, il calcio e la matematica non vanno d’accordo. E così ecco il fallimento a Genova, sponda Sampdoria e alla Roma, proprio dove sfiorò una finale di Champions nel 2018 dopo un match epico giocato contro i super campioni del Barcellona.

La vita a volte ti offre ben più di una seconda possibilità. Sbagli se continui a commettere gli stessi errori, facendo finta di niente. E gli errori sono tutti del Cagliari, protagonista già in passato di scelte azzardate e rivelatesi fallimentari. Quello che sembrava il perfetto sodalizio sportivo si è arenato alle prime difficoltà. In questa Serie A si è compreso subito chi avrebbe fatto fatica e se un Torino è corso ai ripari troncando sul nascere una suggestione, a Cagliari hanno illuso un’intera piazza spacciando rame per oro.

Oggi si svolta, con amarezza e colpevole ritardo. L’era Semplici sta per iniziare, con l’ex tecnico della Spal chiamato quantomeno a ritrovare entusiasmo e risultati. In estate sembrava quasi che il problema fosse soltanto la permanenza di Nainggolan. Dietro le quinte qualcosa si è rotto ed è sotto gli occhi di tutti. Ora serve recuperare parte del tempo perduto e risalire la china. Lo chiedono i tifosi, lo insegnano la storia e i successi di un club che rischia di salutare la categoria.

Nella crisi si nasconde persino un’opportunità: scrivere un nuovo capitolo della storia del club. Con umiltà e ambizione, trasmettendo stabilità e passione, facendo tesoro degli errori del passato, per non accostare un nuovo sfortunato cognome al prossimo progetto sportivo. I numeri non mentono: otto allenatori esonerati in sette anni rappresentano un patrimonio umano e tecnico che poteva essere gestito diversamente.

Riccardo Amato

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