L’Italia ai piedi di Locatelli

Piccolo aneddoto personale: qualche anno fa, durante un corso di formazione organizzato dal Milan, ci trovammo ad analizzare il primo tempo della Primavera rossonera. C’era un giocatore in particolare, un centrocampista con buone doti di palleggio, capace di inserirsi e risultare pericoloso in zona gol. Era ed è Manuel Locatelli, play a tutto campo della Nazionale italiana ed oggetto dei desideri delle big d’Europa.

Dopo un’ottima stagione con il Sassuolo, prima Guardiola e poi Allegri hanno chiesto informazioni sul talentuoso centrocampista italiano. Radio Mercato diffonde la notizia di colloqui già avviati tra la dirigenza bianconera e il club neroverde. Visti gli ottimi rapporti tra il management bianconero e l’uomo mercato Carnevali, l’affare potrebbe andare in porto nelle prossime settimane.

L’Italia che ha battuto ieri sera la Svizzera con un sonoro 3-0 (il secondo di questo Europeo) deve molto a questo talento, così come il ragazzo deve altrettanto a Mancini. Questa squadra nasce da una visione, da un progetto a lungo termine pensato prima e applicato poi a partire da giocatori di qualità. In origine era Zaniolo, poi costretto ai box per un grave infortunio, ora tocca al calciatore del Sassuolo rappresentare un movimento di bravi ragazzi dai piedi buoni.

L’Italia è bella da vedere e si diverte. Spinazzola sembra Bolt, Insigne è al centro di ogni azione offensiva, Immobile fiuta la porta avversaria come un vampiro con la prossima preda. La difesa non subisce gol e la panchina garantisce varianti tattiche anche a partita in corso. Ora il prossimo step: confermare i progressi degli ultimi mesi e puntare alla perfezione. Tradotto: maggiore cinismo e la possibilità di alternare strategie tattiche a seconda dell’avversario.

Gli azzurri continuano a giocare e a macinare chilometri. Il rientro di Verratti consentirà a Mancini di alzare l’asticella e pretendere ancora di più in termini di gestione del pallone. Jorginho e Barella sono già fondamentali per il loro apporto sia in fase di possesso che in interdizione. I principali dubbi della vigilia sono stati spazzati via da prestazioni convincenti e da una grande mentalità. Finché l’arbitro non fischia, è coretto continuare a correre e a sudare per la maglia del proprio paese d’origine.

Insomma, solo buone nuove dall’Olimpico di Roma. L’Italia che batte la Svizzera e approda agli ottavi si porta con sé solo dolci pensieri. Il gioco è sempre al centro, gli interpreti sono vogliosi e determinati. L’obiettivo comune rimane quello di scrivere un’altra storia importante di questa gloriosa cavalcata azzurra. I volti da copertina si alternano, ma ciò che conta è il gruppo. La missione è chiara a tutti e chissà che non si possano ribaltare alcuni facili pronostici.

Riccardo Amato

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