Il fascino dell’Europa League

Il fascino dell’Europa League

19 Febbraio 2021 0 Di Riccardo Amato

L’IMPRESA DI DEKI

La chiamano “l’altra Champions”, quella del “vorrei ma non posso” e invece questa Europa League sa regalare emozioni e gol al pari della più importante competizione continentale. La serata appena trascorsa ci ha dimostrato per l’ennesima volta il teorema del “giocare in Europa è differente”, attraverso risultati inaspettati. Il primo derby della settimana si è giocato a circa 1000 kilometri di distanza dallo stadio Giuseppe Meazza e ha riguardato Dejan Stankovic e la sua Stella Rossa di Belgrado. L’ex drago nerazzurro è riuscito nell’impresa di fermare un Milan che ha forse inconsciamente sottovalutato l’impegno, ricorrendo a un moderato turn over in vista del derby, quello vero e sentito, di domenica prossima.

DZEKO GOLEADOR

Se Pioli torna a casa con un po’ di amaro in bocca è grazie al tecnico emergente e alle incognite che presenta una competizione forse ancora più indecifrabile della sorella Champions League. La Roma contro il Braga si gode il ritorno al gol dell’uomo più decisivo in rosa, quell’Edin Dzeko che continua a stupire per costanza e longevità nel timbrare il cartellino nelle competizioni europee. Con quello di ieri sera sono 28 i gol in 48 apparizioni tra Champions ed Europa League: quando il gioco si fa duro, Edin sa come fare. Continua così il momento positivo dei giallorossi, che non avevano di fronte a sé un avversario formidabile ma che possono così rituffarsi nella corsa in campionato con meno preoccupazioni.

LE ALTRE PARTITE

Cade il Napoli, vincono Ajax, Villareal e Manchester United. Solo 1-1 tra Benfica e Arsenal, nobili decadute che cercano il rilancio agli ordini rispettivamente di Jorge Jesus, mostro sacro della panchina e un promettente Mikel Arteta, ex assistente di un certo Pep Guardiola al Manchester City. Dopo la finale conquistata dall’Inter l’anno scorso (poi sconfitta dal Siviglia di Lopetegui), questa edizione potrebbe sorridere alle italiane. L’unico vero spauracchio si chiama Manchester United, anche se gli inglesi, al pari del Tottenham di Mourinho, devono ancora entrare nel vivo della loro stagione e comprendere quale sarà il loro destino in Premier. 

NUOVE OPPORTUNITÀ

Da rompicapo ad opportunità. Dopo anni di silenzi e sciagure sportive, l’occasione di arrivare alle prossime sfide con qualità e organizzazione, senza snobbare una competizione che permette di giocare nella prossima stagione la Supercoppa europea. Alla fine vincerà soltanto una squadra, meglio attrezzarsi per concludere al meglio la stagione e possibilmente ridurre il gap con chi sta davanti per ranking e risorse.

Riccardo Amato