Ho parlato con Gasperini e mi ha detto che…

“Superiori in tutto”. E come non dargli ragione. L’Atalanta ha fatto del Milan un sol boccone. Alla faccia di sua maestà Ibrahimovic e Mandzukic appena atterrato. Meglio Pessina e Ilicic. Gian Piero Gasperini gongola ma non si monta mai la testa. La sua creatura ha imparato alcune lezioni dal passato e ora sa portare a casa anche le partite più sporche. La scorsa notte ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con il tecnico vincitore della Panchina d’oro 2019 portando a casa delle convinzioni ancora più forti sul personaggio e non solo.

Una conversazione immaginaria, ma non poi così lontana dalla realtà. Sono partito esprimendo la mia visione delle cose: la Dea è diventata una grande a tutti gli effetti e fa impressione la facilità con la quale possa colpire chiunque. Una squadra sempre fedele a se stessa, incapace di speculare e tremendamente efficace nel mettere in campo corsa e idee. Nella scorsa stagione ha sfiorato l’impresa contro il Psg, quest’anno sembra ancora più matura e il doppio incontro con il Real Madrid di Zidane in Champions League non può fare paura.

“Avete schiacciato il Milan come solo una grande squadra sa fare, non avete Ibra, ma Ilicic quando si illumina non è da meno, avete fermato Inter e Juventus e non siete ancora sazi”. Il Gasp non accenna sorrisi e mi fa intendere che queste parole siano musica per le sue orecchie. Elogi già sentiti, che non possono distrarlo. Sguardo fisso, testa in alto e quasi un invito. “Continua…“. Puro orgoglio.

“Zapata ha la forza fisica per guidare l’attacco da solo ed è secondo solo a Lukaku in Serie A, Pessina ha tutto per vestire la 10 del futuro, Muriel rappresenta un jolly prezioso. E avete persino fatto a meno del Papu Gomez!”. Una squadra operaia per certi versi, estremamente qualitativa nelle pieghe tecniche del match. 

L’importante è il gruppo, sono fiducioso perché vedo ancora ampi margini di miglioramento. La parola scudetto? Noi partiamo sempre per salvarci ma senza porci limiti“. In Udinese – Atalanta c’è stato spazio anche per l’innovazione. Nel primo tempo il nuovo acquisto Maehle (terzo difensore a sinistra) prima sfiora il gol con un colpo al volo da attaccante vero, poi crossa per un altro difensore, Romero, appostato in area di rigore. L’ennesima dimostrazione che non ci saranno più i ruoli nel calcio del futuro semmai funzioni e intenzioni. L’Atalanta è già avanti.

Aggressività, spirito, ritmo e voglia di fare non mancano mai. Appena abbassate un po’ il ritmo vedo che dalla panchina inizia a storcere il naso. “Ormai siamo una realtà e dobbiamo puntare ai 3 punti a prescindere dal nome dell’avversario. Nella scorsa stagione non abbiamo battuto la Juve capolista per un soffio. E quel rigore dato a Ronaldo ancora non mi convince“. 

L’ultima giornata di Serie A ci ha mostrato un torneo ancora privo di una grande squadra che domina. La bella prestazione del Sassuolo a Roma contro la Lazio ci fa pensare a un girone di ritorno ancora equilibrato e incerto. Se spostiamo poi l’attenzione sulle prestazioni prima che sui risultati, è arrivato il momento di chiedere un cambio di passo alle aspiranti grandi, che rischiano di perdere il treno dei desideri.

Alla prossima, Mister! E complimenti ancora. Siete un modello persino per le grandi d’Europa“.
Il Gasp sorride e già si proietta alla prossima sfida.
E pensare che anche lui, due anni fa, era stato sul punto di lasciare Bergamo. Follie del pallone! 

Riccardo Amato

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