Fair play finanziario e Inter, quale futuro?

Financial Fair Play, Fair Play Finanziario. Uno scioglilingua diventato caro ai tifosi dell’Inter, un signore vestito di nero, che guarda dritto e fiero davanti a sé. Uno che va per la sua strada. La società milanese, dopo anni di sprechi e scelte quantomeno discutibili che hanno in un certo senso frenato la crescita della società, ha deciso di incontrare questo personaggio, per gli amici FFP.

Un amico in comune, a dire il vero, esisteva già. L’Uefa ha vigilato (e continuerà a farlo) negli ultimi mesi, e per il momento ha dato il suo benestare all’opera di ricostruzione interista. Il mercato può decollare, grazie alle sapienti mani di Walter Sabatini (proprio lui, il mago delle plusvalenze) e di Piero Ausilio. La tavola è già apparecchiata, ora è bene andare a controllare cosa bolle in pentola in cucina.

In realtà qualcosa si è già mosso. E non parliamo dell’arrivo di Skriniar o della cessione di Caprari alla Sampdoria: la società nerazzurra si è resa conto dell’importanza di avere un bilancio in ordine, per poter vendere e comprare in libertà e sicurezza, magari togliendosi anche qualche sfizio. È finito il tempo delle barzellette, l’Inter inizia da questo momento la sua stagione sportiva 2017/18.

L’arrivo di Walter Sabatini dovrà assicurare quel grado di competenza ed esperienza sia per il club milanese sia per il “gemello asiatico” Jiangsu di Suning. Un nuovo mondo da esplorare, un futuro ricco di nuove opportunità e collaborazioni grazie al lavoro, al know how e all’esperienza provenienti dal calcio italiano. Basterà? Sono questi i primi passi di una società che punta a maggiore stabilità e concretezza anche al di fuori del rettangolo verde.

Riccardo Amato 

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