One heart: la mia storia d’amore

One heart, un cuore. Ragione o sentimento? Non c’è da scegliere, bisogna assecondare quella voce dentro di sé, cavalcare quel brivido fino alla meta. Che sia una vittoria o semplicemente un passo in avanti, ciò che conta è cosa ci mettiamo dentro e COME lo viviamo.

Nel mio caso, quello di un aspirante allenatore di calcio, è stato semplice trovare quel fuoco dentro. Quella passione che ti divora e che trascina. Che ti fa emozionare, che ti fa superare i tuoi limiti. Chiunque abbia vissuto un momento di grande tensione emotiva in campo e non solo, sa di cosa sto parlando. Dalla gioia all’esasperazione, ciò che conta è il momento.

Non mi sono mai sentito così completo e appagato come su un campo da calcio. Quello è il mio posto, per me, per quel desiderio e per i miei ragazzi. Uno scambio continuo di gesti, insegnamenti e comportamenti nettamente più importanti di qualsiasi questione tecnico-tattica. Ho intrapreso questo percorso innanzitutto per testare le mie abilità. “Se i ragazzi mi seguiranno – pensavo – avrò svolto bene la mia missione e saremo pronti a diventare grandi”. Con i più piccoli ho sentito la responsabilità di accompagnarli lungo il sentiero della vita. Sette anni dopo una storia si è interrotta e mille altre ancora ci ricorderanno chi siamo e perché abbiamo scelto proprio il calcio.

Ognuno di noi dovrebbe seguire quella passione e andare avanti, cercando vette sempre più alte, sfide più complicate per mettersi alla prova. Ambiziosi prima e vincenti poi, perché coerenti con se stessi. Io il mio obiettivo l’ho raggiunto, e voi? Non abbiate paura di scendere in campo, la vita è una sfida.

Riccardo Amato

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